Disoccupazione giovanile al 39,1%. L’occupazione non è mai stata così bassa dal 2000

Secondo l'Istat a giugno è calato il tasso di disoccupazione ma sono cresciuti gli inattivi e i giovani senza lavoro. Gli italiani privi di impiego sono 3 milioni. Segnali positivi invece dal fronte inflazione, con l'indice dei prezzi al consumo in flessione

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Secondo l'Istat a giugno è calato il tasso di disoccupazione ma sono cresciuti gli inattivi e i giovani senza lavoro. Gli italiani privi di impiego sono 3 milioni. Segnali positivi invece dal fronte inflazione, con l'indice dei prezzi al consumo in flessione
Numeri ancora sconfortanti sul fronte occupazione in Italia. L’Istat ha reso noti gli ultimi dati sulla disoccupazione a giugno, scesa sì lievemente al 12,1% (+1,2% su base annua), dopo avere toccato il massimo storico del 12,2% a maggio (record dall’inizio delle serie storiche trimestrali dal 1997), ma parimenti risultano in crescita sia il numero degli inattivi che quello dei disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni (disoccupazione giovanile).
 
 
Partiamo dal dato generale. Nel mese di giugno erano in cerca di lavoro in Italia 3.089.000 persone, lo 0,1% in meno rispetto a maggio (-31 mila unità), ma in crescita dell’11% sul mese di giugno del 2012 (+307 mila unità). Ma l’apparente miglioramento su base congiunturale, seppur lievissimo, sarebbe conseguenza dell’aumento degli inattivi, cioè di coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro e che risultano, pertanto, senza un’occupazione e senza che siano in cerca. La loro percentuale sale al 36,4%, lo 0,1% in più su maggio e +0,2% su base annua. Rispetto al mese precedente, il numero degli inattivi aumenta dello 0,3%.
Di pari passo, il tasso di occupazione si attesta al 55,8%, il più basso dal terzo trimestre del 2000, -0,1% su base mensile e -1,8% su base annua. Trattasi di 21 mila lavoratori in meno in un solo mese e di ben 414 mila in un anno. Male anche il dato sulla disoccupazione giovanile, esplosa al 39,1%, +0,8% su maggio e +4,6% sul mese di giugno del 2012. Risultano senza lavoro 642 mila giovani di età 15-24 anni, il 10,7% delle persone di questa fascia.
Analizzando i dati per genere, vediamo che l’occupazione maschile cresce al 64,9% (+0,1% da maggio), ma in calo dell’1,7% dal giugno 2012. Quella femminile, 46,9%, è in calo sia su base mensile (-0,1%) che annua (-0,3%). In valore assoluto, l’occupazione maschile cresce dello 0,1% congiunturale, ma scende del 2,5% annuo. Quella femminile cala dello 0,3% su maggio e dello 0,8% sull’anno precedente. Rispetto a maggio, la disoccupazione scende dello 0,3% tra gli uomini e dell’1,9% tra le donne, ma cresce su base annua del 13,2% tra i primi e dell’8,5% tra queste ultime.
In termini percentuali, i disoccupati maschi restano invariati su maggio all’11,5% (+1,4% su giugno 2012), tra le donne il tasso scende al 12,9% dal 13,1% di maggio, ma risulta in crescita dall’11,9% di un anno prima (+1%).
Anche con riguardo agli inattivi si notano differenze di genere. Cresce la percentuale tra le donne su base congiunturale (+0,5%), mentre è in calo dello 0,2% tra gli uomini. Ma su base annua, tra le donne risulta in calo dello 0,7%, mentre cresce del 2,3% tra gli uomini.
E’, poi, di queste ore il dato diffuso da Unimprese, che in un’indagine evidenzia un calo dell’occupazione di un milione di unità tra il 2008 e il 2013. Per l’esattezza, in cinque anni di crisi sarebbero stati bruciati 998 mila posti di lavoro, in media 200 mila ogni anno. L’occupazione, infatti, risulta pari a 24,3 milioni di unità, decisamente in calo dai 25,3 milioni del 2008.
 
 

Inflazione in Italia: inattesa frenata nel mese di giugno

 
E l’Istat oggi ha diffuso anche la stima preliminare sull’inflazione in Italia a luglio, scesa all’1,1% su base annua, in frenata dall’1,2% di giugno, portandosi ai minimi dal dicembre 2009 e stabile su base congiunturale. Il dato, spiega l’istituto, è frutto di un calo tendenziale generalizzato dei prezzi dei servizi, parzialmente controbilanciato dalla spinta al rialzo dei beni, in particolare, di quelli energetici non regolamentati. Aumentano, ad esempio, i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,2%), ma diminuiscono quelli di frutta fresca (-6,8%) e vegetali freschi (-7,3%). L’inflazione acquisita per il 2013 è dell’1,1%, così come quella al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi (+1,2% a giugno). Al netto dei soli beni energetici, l’inflazione di luglio è all’1,2% tendenziale (+1,3% a giugno). I prezzi dei beni sarebbero cresciuti dell’1,1% (+0,9% a giugno) su base annua e quelli dei servizi dell’1,3% (+1,6%). 
Il dato complessivo dell’inflazione italiana a luglio evidenzia un livello significativamente più basso della media dell’Eurozona, pari all’1,6% e, in particolare, della Germania, che secondo la stima flash avrebbe registrato in questo mese una crescita dei prezzi dell’1,9%. E’ evidente che tali differenze riflettano il diverso stato delle economie, con l’Italia ancora alle prese con la recessione, mentre la Germania si trova in una fase espansiva del suo mercato del lavoro. Tuttavia, la conferma della minore crescita dei prezzi in Italia potrebbe innescare un meccanismo di ripresa della nostra competitività, rispetto al resto dell’Eurozona.

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Argomenti: Disoccupazione