Disoccupazione e recessione: il nero futuro dell’Italia

La perdurante recessione italiana continuerà almeno fino al 2013, nel frattempo il debito aumenta e a farne le spese sarà il mondo del lavoro.

di Carlo Robino, pubblicato il
La perdurante recessione italiana continuerà almeno fino al 2013, nel frattempo il debito aumenta e a farne le spese sarà il mondo del lavoro.

Le previsioni dell’Unione Europea sull’economia italiana e dell’intera Eurozona sono fra le più nere che ci si potesse immaginare. Sempre nel solco della distonia fra Europa e singoli paesi (Spagna – Esm: Madrid ostenta ottimismo ma vuole chiarezza), si prevede una ripresa economica solo a partire dal 2014.  

Pareggio di bilancio 2013: obiettivo mancato

L’Italia rimarrà in profonda recensione con quest’anno il Pil che segnerà un -2,3%, nel 2013  si contrarrà dello 0,5% e la tanto agognata crescita si raggiungerà solo nel 2014  (+ 0,8%), sempre a patto che le severe politiche di bilancio restino invariate. Inoltre la commissione europea non ritiene possibile il raggiungimento nel 2013 del pareggio di bilancio, se infatti anche da Bruxelles si prevede un avanzo primario fino al 2014, diverso sarà l’andamento del deficit che, ricordiamo, considera anche la spesa per interessi. Con i livelli elevati di rifinanziamento sul mercato infatti e la recessione in atto, si prevede un netto peggioramento del rapporto debito PIL che sarà del 126,5% nel 2012, del 127,6% nel 2013 e scenderà  lentamente nel 2014 al 126,5% (contro una stime dell’esecutivo al 125,1%). A farne le spese di questa situazione è il mondo del lavoro.  Il tasso di disoccupazione in Italia, dopo aver raggiunto il 10,6% quest’anno, continuerà a salire raggiungendo picchi record dell’11,5% nel 2013 e dell’11,8% nel 2014.  E tutto questo nell’ambito di una preoccupante situazione nell’intera Eurozona (11,7%). La previsione si basa sulla considerazione che il trend negativo è dovuto al maggior numero di persone in cerca di lavoro per la crisi e agli effetti della riforma delle pensioni.

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Argomenti: Economia Italia