Disoccupazione e manifatturiero in Italia: tante ombre e poche luci

Secondo i dati Istat il calo del manifatturiero sembra essere rallentato ma la disoccupazione passa di record in record

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Secondo i dati Istat il calo del manifatturiero sembra essere rallentato ma la disoccupazione passa di record in record

La crisi economica continua a mordere. L’Istat ha da poco pubblicato i dati sull’attività manifatturiera in Italia a gennaio, mese in cui si registra una contrazione per il diciottesimo mese consecutivo, ma a un tasso minore da marzo 2012, grazie a una caduta a ritmi inferiori della produzione. Per il secondo mese consecutivo, infatti, l’indice Markit/Adaci è salito a 47,8 da 46,7 di dicembre. In ogni caso, si tratta di un dato negativo, perché i valori sotto 50 punti indicano una contrazione dell’attività, mentre sopra i 50 un’espansione (Pmi manifatturiero: rallenta la recessione in Europa). In calo anche la produzione per il sedicesimo mese consecutivo, con un dato che vede rallentare la contrazione a 49,1 dal precedente 46.  

Disoccupazione in Italia: ancora un nuovo record

Ma gli ultimi dati sulla disoccupazione restano drammatici. A dicembre, ha cercato un lavoro senza trovarlo l’11,2% della popolazione lavorativa, in aumento dal precedente 11,1% di novembre e dal 9,4% dello stesso mese del 2011. E se tra i giovani il tasso di disoccupazione scende al 36,6% dal 36,8% di novembre, lo si deve molto probabilmente alla crescita dello 0,2% degli inattivi, ossia di coloro che non hanno un lavoro, ma non lo cercano nemmeno (anche detti “scoraggiati”). Passano, infatti, dal 36,2% di novembre al 36,4% di dicembre 2012 (erano il 35,8% a dicembre 2011). Il dato italiano sembra in linea con il trend registrato nell’Eurozona, dove pur avendosi una contrazione a gennaio, l’indice Pmi ha mostrato un aumento a 47,50 dal 46,10 di dicembre. Tuttavia, la tendenza non è omogenea. In Germania, l’indice sale a 48,8 dal precedente 46, mentre in Francia scivola a 42,90 da 44,60 (Disoccupazione Italia: allarme per i senza lavoro).  

Le speranze di Confindustria smentite dall’Europa

Complessivamente, questi numeri potrebbero suggerirci che l’economia italiana potrebbe avere superato il punto minimo, che il peggio sarà forse alle spalle e che lentamente potrebbe risalire la china nei prossimi mesi. Previsioni simili vengono, ad esempio, dall’ufficio studi di Confindustria, dove si fa notare come i consumi di beni durevoli siano diminuiti molto più del reddito reale, con la possibilità, quindi, che a breve si possa intravedere la ripresa, superate determinate incertezze. Il fatto negativo è che la disoccupazione non accenna a diminuire e Bruxelles prevede, al contrario, un suo leggero aumento anche per il 2013, con una riduzione molto lenta a partire solo dal prossimo anno. D’altronde, non dimentichiamo che il pil dell’Eurozona è previsto in calo dello 0,2% nel 2013. E non ci sono numeri che tengono, se la ricchezza prodotta diminuisce. Inevitabile che la produzione scenda e che la disoccupazione salga. Per ora consoliamoci di un calo minore del previsto.

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Argomenti: Crisi economica Italia