Disoccupazione e inflazione confermano la crisi dell’Eurozona

Aumentano le probabilità di un taglio dei tassi BCE. Dati negativi su disoccupazione e vendite al dettaglio anche dalla locomotiva tedesca. Tutta l'Europa sembra ferma

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Aumentano le probabilità di un taglio dei tassi BCE. Dati negativi su disoccupazione e vendite al dettaglio anche dalla locomotiva tedesca. Tutta l'Europa sembra ferma

Cifre in chiaroscuro sulla disoccupazione a marzo in Italia. Il dato complessivo parla di un tasso stabile rispetto a febbraio all’11,5%, racchiudendo una contrazione del numero dei senza lavoro di 14 mila unità (-0,5%), ma al contempo mostrando un aumento sostenuto della disoccupazione giovanile (15-24 anni), salita al 38,4% dal 37,8% di febbraio e del 3,2% su base annua. Male anche il dato degli occupati, scesi dello 0,2% al 56,3% (22 milioni 674 mila lavoratori), pari a 51 mila unità, sebbene in aumento dello 0,2% a livello tendenziale (Italia: disoccupazione ferma a marzo all’11,5%).

I disoccupati in Italia a marzo ammontano a 2 milioni 950 mila unità, 297 mila in più su base annua (+11,2%) e 14 mila in meno su febbraio. Peggiora di molto l’occupazione femminile, che cala di 70 mila unità, a fronte di una crescita di 19 mila unità per quella maschile. Pare che il prolungamento dell’età pensionabile per le donne abbia esaurito i suoi effetti di tamponamento del calo dell’occupazione tra il gentil sesso. In totale, l’occupazione diminuisce di 248 mila unità in un anno, l’1,1%.

Preoccupa l’andamento del tasso di disoccupazione giovanile, visto che ormai il problema di trovare un lavoro riguarda 635 mila persone nella fascia 15-24 anni e pari al 10,5% della sua popolazione complessiva.

 

Inflazione Italia ancora in flessione

Ancora in calo, invece, l’inflazione, che ad aprile, stando alle stime preliminari dell’Istat, scende all’1,2% su base annua e mostrando una crescita di appena lo 0,1% su marzo. Gli analisti si attendevano un aumento dello 0,2% congiunturale e dell’1,3% tendenziale. Ricordiamo che il tasso d’inflazione a marzo era sceso all’1,6% (Italia: carrello della spesa sempre meno caro).

 

Economia Germania: molti i segnali di incertezza a bordo della Locomotiva d’Europa

In Germania, i dati su occupazione, consumi e inflazione lasciano intravedere un quadro non esattamente esaltante.

Partiamo con l’occupazione. Ad aprile, il dato destagionalizzato vede 4 mila disoccupati in più su base mensile, più dei 2 mila del consensus, pur rimanendo il tasso fermo al 6,9%, pari a 2 milioni e 940 mila senza lavoro. Ma le vendite al dettaglio nel mese di marzo registrano il secondo calo consecutivo a livello mensile, in flessione dello 0,3%, dopo il -0,6% di febbraio. E in quest’ottica si può leggere anche il dato sull’inflazione, scesa all’1,1% ad aprile dall’1,8% di marzo, il tasso minimo dall’agosto del 2010 e in calo dello 0,5% su marzo. Che l’economia tedesca abbia esaurito la fase espansiva e si avvii verso un trend di stagnazione, per non dire di deflazione?

In perfetta linea con il dato italiano è l’inflazione di aprile nell’Eurozona, pari a un tasso di crescita dell’1,2% annuo e in netto calo dall’1,7% di marzo. Le attese erano per una discesa all’1,6%, mentre si tratta del dato più basso dal febbraio del 2010. Male l’occupazione, con il numero dei senza lavoro a marzo cresciuto al 12,1% dal 12% di febbraio, pari a 19 milioni 211 mila (+62 mila su febbraio e +1,723 milioni su marzo 2012), mentre nell’intera UE-27 il dato si attesta stabile al 10,9%.

 

Crisi Euro: alla Grecia il triste primato del più alto tasso di disoccupazione nell’area Euro

Gli stati con il più alto tasso di disoccupazione si confermano la Grecia (27,2%), la Spagna (26,2%) e il Portogallo (17,5%). Quelli con i tassi minori sono l’Austria (4,7%), la Germania (5,4%) e Lussemburgo (5,7%). La differenza tra il dato indicato qui per la Germania e quello sopra enunciato è data dalla mancata destagionalizzazione del primo. Restando in tema di disoccupazione, i tassi più alti per la fascia di età 15-24 anni si riscontrano in Grecia (59,1%, dato di gennaio), Spagna (55,9%) e Italia (38,4%), mentre i giovani più fortunati sono in Germania e Austria, dove solo il 7,6% è senza lavoro, poco sopra la loro media nazionale.

C’è da scommettere che questi dati indeboliranno l’euro, perché suggeriscono un possibile taglio dei tassi della BCE già a maggio (Bce verso il taglio dei tassi, basterà a rilanciare il credito?).

Infatti, da una lettura complessiva, si nota come l’attività economica sia in frenata, come dimostrano i dati pessimi sull’occupazione (anche la locomotiva tedesca non corre più), a fronte di un tasso d’inflazione in deciso calo, che farebbe temere persino il pericolo di un trend deflattivo, come già starebbe avvenendo in Grecia. E ricordiamo come Francoforte non possa intervenire con misure monetarie accomodanti, qualora queste si ponessero in contrasto con l’unico obiettivo della stabilità dei prezzi, individuata in un tasso annuo d’inflazione non superiore al 2%. Essendo ormai stabilmente poco oltre la metà di tale soglia limite, il raggio d’azione della BCE sarebbe divenuto alto e con molta probabilità i tassi saranno tagliati dello 0,25% o 25 punti base al prossimo board di maggio.

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