Disoccupazione ad agosto in calo, capiamo i dati sul lavoro in Italia

Disoccupazione ad agosto in lieve calo, ma vi spieghiamo perché rimane alta, nonostante qualche miglioramento sul mercato del lavoro c'è stato.

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Disoccupazione ad agosto in lieve calo, ma vi spieghiamo perché rimane alta, nonostante qualche miglioramento sul mercato del lavoro c'è stato.

Disoccupazione in calo dello 0,2% all’11,2% ad agosto, secondo i dati dell’Istat, che stima un aumento mensile di 36.000 occupati e un calo rispetto a luglio di 42.000 disoccupati. Il tasso di occupazione sale così dello 0,1% al 58,2%. Su base annua, gli occupati sono aumentati di 375.000 unità (+417.000 lavoratori dipendenti e -42.000 gli autonomi), mentre i disoccupati sono diminuiti di 60.000 unità e gli inattivi di 391.000. Stabile il tasso di inattività al 34,3%. La disoccupazione giovanile, quella che riguarda la classe di età 15-24 anni, è scesa dello 0,2% al 35,1%. Su base annua, gli occupati sono cresciuti di 354.000 tra gli over-50, di 167.000 nella classe di età 15-34 anni, mentre sono diminuiti tra i 35-49enni di 147.000 unità, per effetto specialmente del calo demografico di quest’ultima classe.

Rispetto all’agosto 2016, la disoccupazione giovanile risulta scesa dal 38,8%, segnando un calo del 3,7%. Il tasso generale si è ridotto di appena lo 0,2%, mentre l’inattività scende dello 0,9% e l’occupazione avanza dello 0,9%. Il senso di queste cifre si spiega così: il miglioramento della congiuntura economica nell’ultimo anno sta spingendo molti ex inattivi ad entrare sul mercato del lavoro per trovare un’occupazione. Di conseguenza, aumentando l’offerta di lavoro disponibile, il tasso di disoccupazione tende a restare stagnante, anche a fronte di una crescita dell’occupazione. In sostanza, in un anno sono stati creati 375.000 posti di lavoro, ma nello stesso tempo 391.000 persone in più lo hanno cercato, per cui solo in 60.000 sono risultati i disoccupati in meno.

Il numero di occupati risale a quasi quota 23,1 milioni di unità, nei pressi dei massimi di sempre, toccati nel 2008, prima della crisi finanziaria ed economica. Più che a guardare al solo tasso di disoccupazione, quindi, andrebbe monitorato quello dell’occupazione, che segnala un pallido miglioramento.

La direzione appare quella giusta, per quanto meno robusta di quanto ci servirebbe per ridurre il numero degli italiani in cerca di lavoro. (Leggi anche: Mercato del lavoro in Italia: la realtà sui dati della disoccupazione)

 

 

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