Diseguaglianze e povertà: i paperoni mondiali sempre più ricchi, l’allarmante rapporto Oxfam

Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, secondo il rapporto Oxfam crescono le diseguaglianze e la ricchezza è in mano a pochi.

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Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, secondo il rapporto Oxfam crescono le diseguaglianze e la ricchezza è in mano a pochi.

Diseguaglianze e ricchezza che riguarda solo una piccola parte della popolazione e ricconi mondiali sempre più ricchi. E’ questo il quadro emerso dall’indagine di Oxfam Italia, «Bene pubblico o ricchezza privata?», diffuso alle porte del meeting World Economic Forum di Davos.

Ricchi sempre più ricchi

Secondo il rapporto in oggetto, soltanto lo scorso anno 26 paperoni possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone.

Si tratta di diseguaglianze enormi che vanno a braccetto con la crisi finanziaria, iniziata 10 anni fa, per cui la ricchezza è in mano a pochi anche in Italia. Con il passare degli anni sembrano poi aumentare queste diseguaglianze: nel 2017 erano in  mano di 46 individui, nel 2018 di soli 26 soggetti. Mentre i ricchi sono sempre più ricchi insomma, e si tratta di pochi eletti a quanto pare, crescono i poveri. Nel 2018, parlando solo di Italia, il più ricco possedeva il 20% del 72% della ricchezza nazionale. In genere i paperoni mondiali si sono arricchiti di 900 miliardi di dollari mentre la ricchezza di 3,8 miliardi di persone è scesa dell’11,23%. Nel rapporto si fa anche notare come le donne guadagnino meno, il 23% per l’esattezza, rispetto agli uomini.

La situazione italiana sembra abbastanza in linea: la ricchezza del 5% dei paperoni italiani è pari alla ricchezza posseduta dal 90% più povero, il patrimonio dell’1% più ricco ha un valore di 20 volte superiore alla ricchezza posseduta dal 20% più povero.

Per i più ricchi tasse più basse

Sempre secondo il rapporto in oggetto, i miliardari sono aumentati ma la ricchezza è in mano a pochi. Il più ricco del mondo, Jeff Bezos, vanta un patrimonio da 112 miliardi una cifra che sarebbe pari al budget sanitario dell’Etiopia. Oltre il danno la beffa visto che i patrimoni dei ricconi sono tassati in maniera minore rispetto ai “comuni mortali”. Come scrive anche Il Sole 24 Ore, “l’aliquota di imposta sul reddito delle persone fisiche è passata dal 62% nel 1970 al 38% nel 2013”. I Governi, infatti, avrebbero ridotto le aliquote massimali delle imposte sui redditi delle persone fisiche, e quelle delle imposte sui redditi d’impresa. La soluzione per combattere queste diseguaglianze sarebbe quella di aumentare le imposte dei ricchi, anche solo lo 0,5% in più di imposte, grazie alle quali i Governi potrebbero avere un gettito neessario per poter mandare a scuola milioni di bambini che ad oggi non possono permetterselo.

Interessanti le parole di  Winnie Byanyima, direttore esecutivo di Oxfam International: “il crescente divario tra ricchi e poveri ostacola la lotta contro la povertà, danneggia l’economia e alimenta la rabbia globale. I governi devono assicurare che le multinazionali e i ricchi paghino la loro quota di tasse”.

Leggi anche: Miliardari sempre più ricchi: quanti sono nel mondo e perché i poveri restano poveri

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