Mattarella ha fatto andare il panettone di traverso a Renzi

Il ritorno di Matteo Renzi a Palazzo Chigi potrebbe essere molto meno vicino e certo di quello che lo stesso ex premier pensa. Il discorso di fine anno del presidente Mattarella non è di buon auspicio per lui.

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Il ritorno di Matteo Renzi a Palazzo Chigi potrebbe essere molto meno vicino e certo di quello che lo stesso ex premier pensa. Il discorso di fine anno del presidente Mattarella non è di buon auspicio per lui.

Il discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella è durato appena 16 minuti, ma quant’è bastato per fare andare di traverso il panettone all’ex premier Matteo Renzi. Dal Quirinale, il capo dello stato ha lanciato un messaggio chiaro a reti unificate: si andrà a votare solo quando ci sarà una sola legge elettorale per Camera e Senato, altrimenti si rischia l’ingovernabilità.

Per il resto, ha posto l’accento sul disagio sociale, la fuga dei giovani all’estero, la disoccupazione. Anche questo secondo aspetto del messaggio dovrebbe non far dormire sonni troppo tranquilli al segretario del PD, perché spezza quella narrativa renziana del “l’Italia ha cambiato verso”, che è di fatto naufragata il 4 dicembre scorso, ma che rischia di essere spazzata via anche dalle comunicazioni ufficiali e ufficiose dei palazzi istituzionali.

Renzi non potrà sperare in elezioni anticipate in tempi brevissimi. Il suo desiderio sarebbe di tornare alle urne entro marzo al massimo, il tempo necessario per approvare una nuova legge elettorale, magari sul modello del Mattarellum, superando in poche settimane la dura sconfitta popolare subita meno di un mese fa. (Leggi anche: Governo Gentiloni, le chiavi le voto le ha Berlusconi)

Il fattore Berlusconi

A mettersi di traverso sulla strada che si frappone tra lui e Palazzo Chigi, però, non troverà solo Mattarella, ma anche un suo avversario “morbido”: Silvio Berlusconi. La disponibilità del governo a dargli una mano contro la scalata a Mediaset dei francesi di Vivendi lo sta spingendo sempre più verso un’opposizione “responsabile”, che altro non significa che un sostegno sottobanco al governo Gentiloni. Per quanto? L’unica cosa che sappiamo è che Berlusconi vorrebbe tornare al voto nel 2018, ovvero a scadenza naturale della legislatura, non sentendosi pronto a farlo adesso, confidando ancora nella riabilitazione politica per mano dei giudici europei.

Se Forza Italia garantirà al governo i numeri necessari per non soccombere al Senato fino a tutto il 2017, Renzi dovrà inventarsi un gioco diverso per restare candidato premier potenzialmente vincente, anche perché da qui ai prossimi mesi potrebbe subire il KO finale con un eventuale referendum sul Jobs Act, che sbriciolerebbe ciò che è rimasto delle sue riforme, dopo che i giudici hanno già bocciato la legge di riordino sulle banche popolare e sulla Pubblica Amministrazione, mentre gli elettori hanno cassato la sua idea di Costituzione.

(Leggi anche: Referendum Jobs Act, nuove tensioni nel PD)

 

 

 

 

PD terzo con il Mattarellum

E per sperare di tornare a Palazzo Chigi dovrebbe spuntare in Parlamento (dove non siede) una legge elettorale di stampo maggioritario, che gli consentirebbe di approntare una campagna elettorale incentrata sulla sua persona. Sarà un caso, ma proprio Berlusconi chiede una riforma nel senso proporzionale, che tornerebbe ad assegnare maggiore vigore ai partiti e non ai leader. Il paradosso, però, è che con il Mattarellum, stando ad alcune analisi, il PD arriverebbe terzo, alle spalle persino di quella cosa che oggi chiamiamo centro-destra. Se così fosse, addio sogni di gloria renziani. (Leggi anche: Sondaggi inquietanti per Renzi)

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