Diritti TV serie A all’estero: incassi raddoppiati, ma restano insoddisfacenti

Raddoppiano gli incassi per la serie A sui diritti TV all'estero, ma il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si mostra arrabbiato contro FIGC e Lega. Chi ha ragione?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Raddoppiano gli incassi per la serie A sui diritti TV all'estero, ma il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si mostra arrabbiato contro FIGC e Lega. Chi ha ragione?

C’è grande soddisfazione nella serie A, dopo che ieri sono stati venduti i diritti TV per trasmettere le partite di calcio all’estero per la cifra totale di 371 milioni di euro all’anno per i prossimi 3 anni (2018-2021), quasi raddoppiata rispetto ai 190 milioni del contratto in corso. Ad aggiudicarsi l’asta è stata l’americana IMG, che ha scalzato MP&Silva, nonostante abbia offerta 340 milioni, 11 in meno della società attualmente assegnataria. I dirigenti dei club della seria A, prima di aprire le buste, avevano convocato, infatti, i rappresentanti delle 5 società partecipanti alla gara, ovvero anche di beINSports, Mediapro e Perfor, trovando che il migliore piano industriale fosse quello di IMG, che alla fine l’ha spuntata sulle rivali. Pare che le offerte siano state tutte vicine tra loro, cosa che ha soddisfatto parecchio il commissario della FIGC, Carlo Tavecchio, il quale ha commentato con entusiasmo l’incasso portato a casa per le prossime 3 stagioni, sostenendo che si tratterebbe di un balzo notevole rispetto ad oggi, grazie alla creazione di valore e al lavoro portato avanti da tutte le parti coinvolte. (Leggi anche: Partite calcio su canale Lega? Ipotesi dopo flop asta diritti TV serie A)

In effetti, Luigi De Siervo, ad di Infront, la società di consulenza di cui si è avvalsa la Lega per vendere i diritti TV all’estero, nota come con il nuovo contratto, la serie A si posizione al terzo posto in Europa per incassi, dietro alla Premier League (1,3 miliardi) e alla Liga spagnola (636), davanti alla Bundesliga.

Critiche da De Laurentiis del Napoli

Oltre ai 340 milioni offerti da IMG, la Rai si è aggiudicata con 12 milioni il diritto di trasmettere le partite dei primi 20 club di calcio tra le comunità italiane e allo stesso tempo è stato chiesto ai vincitori della gara di pagare un extra del 4% per i costi di fornitura del segnale. E’ così che si è arrivati alla cifra di 371 milioni. L’offerta di beINSports è stata di 105 milioni, ma relativa al solo Medio Oriente. Qualcuno tra i dirigenti sportivi aveva proposto l’ipotesi di accettare un’offerta mista, ma alla fine ha prevalso la logica dell’assegnazione complessiva. (Leggi anche: Diritti TV seria A: perché distribuzione in Italia è meno equa)

Non tutti hanno condiviso i risultati delle gara. Molto critico è stato il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che parla di cifra “ridicola”, accusando Tavecchio, pur “a fine mandato” di “creare danni”, di fatto colpendo il valore del pacchetto venduto, a causa della fretta con cui si è precipitato a indire la gara. Secondo il sanguigno proprietario della squadra partenopea, l’asta avrebbe mortificato le prospettive di guadagno per le prime 5 società di calcio italiane. L’uomo ha anche accusato Infront di non agire liberamente, essendo stato il suo ad, spiega, nominato dall’ex premier Matteo Renzi. Di sicuro, chiosa, il ministro dello Sport, Luca Lotti, non poteva mettersi contro De Siervo.

Le distanze con i campionati esteri

Aldilà delle affermazioni degli uni e degli altri, possiamo valutare soddisfacente gli incassi portati a casa dalla serie A? Come detto, grazie al balzo per il triennio 2018-2021, saliamo per il momento in terza posizione. Tuttavia, le distanze con le leghe di Inghilterra e Spagna rimangono elevate e potrebbero persino aumentare, se si considera che la Premier League è stata già capace di firmare alcuni contratti a prezzi doppi e fino a 14 volte più elevati rispetto a quelli in corso con il contratto 2016-2019. Ad esempio, per l’Africa sub-sahariana ha ricevuto 168 milioni da SuperSport per il triennio 2019-2022, il doppio degli 84 milioni di sterline dell’attuale contratto. Per la Cina, PPTV ha staccato un assegno di 180 milioni contro gli appena 13 annui ad oggi sborsati da SSMG. In altre parole, gli altri campionati sembrano maggiormente capaci di creare valore presso i nuovi mercati, cosa che la nostra serie A, nonostante il raddoppio dei ricavi messo in cascina, non sembra sia in grado di fare, complici forse rose dall’appeal scarso. (Leggi anche: Sponsor serie A: quanto pagano i marchi alle squadre sulle maglie dei calciatori?)

 

 

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Argomenti: Economia Italia, Economia nel pallone