Diritti TV Serie A, sarà ancora Elliott a sbloccare lo stallo?

Stallo sulla vendita dei diritti TV di Serie A. E tra gli spagnoli di Mediapro e i britannici di Sky spuntano i soliti americani di Elliott.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Stallo sulla vendita dei diritti TV di Serie A. E tra gli spagnoli di Mediapro e i britannici di Sky spuntano i soliti americani di Elliott.

Non si sblocca lo stallo sui diritti TV di Serie A per i prossimi tre campionati di calcio. L’assemblea di Lega della settimana appena trascorsa ha deciso di non rescindere il contratto con Mediapro, nonostante i presidenti dei club fossero perlopiù convinti della sussistenza degli elementi basilari per chiederne lo scioglimento e trattenere i 64 milioni di caparra depositata dagli spagnoli. Nessuno se l’è sentita, però, di rischiare di perdere gli incassi attesi dall’assegnazione dei diritti, acquistati da Mediapro per 1,05 miliardi a stagione. Resta il fatto che a meno di 90 giorni dal fischio di inizio, il campionato rimane senza copertura televisiva sulle tensioni giudiziarie tra gli aggiudicatari dei diritti e Sky, con quest’ultima ad avere vinto il primo round nelle settimane scorse, avendo visto accolta dal Tribunale di Milano l’istanza di sospensione del bando per l’assegnazione dei pacchetti sul calcio italiano.

Sui diritti di Serie A la Lega diffida gli spagnoli di Mediapro

Dal canto suo, Mediapro continua a non presentare la fideiussione da 1,2 miliardi e che la Lega di Serie A ritiene indispensabile per continuare a restare legati contrattualmente con gli spagnoli. Come se ne esce dallo stallo? Anche in questo caso, com’è accaduto di recente con TIM, sarebbe il fondo americano Elliott Management a scombinare le carte. Sì, il fondo di Paul Singer risulta azionista di Sky al 3,1%, oltre che della compagnia telefonica italiana per poco meno del 9% e che da inizio mese controlla con un cda nominato da esso per due terzi dei componenti. Trattasi anche del principale creditore del Milan con 303 milioni di euro prestati al club rossonero (123) e al proprietario cinese Yonghong Li (180) e possibile nuovo titolare della società, nel caso di mancato adempimento delle scadenze da parte degli stessi in ottobre.

Il fattore Elliott

Alcuni suoi rappresentanti hanno incontrato a Milano per due volte a maggio i dirigenti di Mediapro. Non si conoscono i dettagli dei faccia a faccia, che riguarderebbero il core business di Elliott, ovvero sostegno finanziario all’operazione, magari attraverso la concessione della garanzia fideiussoria prevista dal contratto di Lega. In cambio di cosa? In qualità di azionista Sky, potrebbe convincere il presidente e co-fondatore Jaume Roures a predisporre pacchetti più confacenti alle esigenze dell’operatore britannico controllato dalla famiglia Murdoch; ad esempio, concedendogli la possibilità di scegliersi un maggiore numero di match clou da mandare in onda in prima serata, in modo da massimizzare il fatturato.

E chissà che non agisca anche su TIM, al fine di spronarlo ad incrementare l’offerta per la piattaforma internet. Non solo. Elliott potrebbe avallare il progetto iniziale degli spagnoli, ossia la TV di Lega. Il fondo ha già tastato questo tipo di business in Olanda con risultati molto apprezzabili. Il problema sta nei tempi. Una canale di calcio della Lega richiederebbe almeno un paio di mesi per partire, ovvero bisognerebbe lavorarci da oggi e chissà se si faccia in tempo ugualmente per l’inizio del prossimo campionato. Bisogna fare presto, perché tra le pieghe della legge Melandri si scopre che i club potrebbero optare per negoziare i diritti TV per conto proprio, nel caso non vi fosse un accordo di Lega a 40 giorni dall’inizio del campionato. Il rischio lo correrebbero le piccole squadre, che finirebbero per ritrovarsi in balia di operatori senza alcuna convenienza ad acquistare, se non per spiccioli, le loro gare, dato che verosimilmente le grandi (Juve, Inter, Napoli, Milan, Roma, Lazio e Fiorentina) cercherebbero di massimizzare dall’impasse, magari unendo le loro forze o trattando singolarmente con Sky, Mediaset Premium, TIM, etc.

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Argomenti: Economia nel pallone