Diritti TV Serie A, l’attacco di Bargiggia a Sky e il possibile asse tra Mediaset e TIM

I diritti TV per la Serie A stanno creando tensioni tra Sky da una parte e Mediaset e TIM dall'altra. E il caso rischia di diventare persino politico.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I diritti TV per la Serie A stanno creando tensioni tra Sky da una parte e Mediaset e TIM dall'altra. E il caso rischia di diventare persino politico.

Sky sta trattando con Perform l’acquisizione del terzo pacchetto relativo ai diritti TV per la Serie A delle prossime tre stagioni, nonché per trasmettere sui propri canali satellitari anche le gare di Serie B. In concreto, l’operatore britannico ha fatto “en plein”, sbaragliando i principali concorrenti, che erano e restano Mediaset Premium e TIM, quest’ultima per la piattaforma OTT. E subito dopo l’assegnazione dei pacchetti, sono emersi i malumori. Ad esternarli per primo è stata Premium, che ha parlato di “bando totalmente squilibrato”, facendo riferimento alla suddivisione non più per piattaforma e partite definite, bensì per fascia oraria, con la conseguenza che le offerte hanno fatto riferimento a contenuti poco chiari. In pratica, nessuno ha saputo quali specifiche gare acquistasse con uno o più pacchetti. L’unica certezza è che quasi sicuramente Sky le trasmetterà tutte, anche perché l’offerta di Perform sarebbe abbastanza magra e poco appetibile, per cui è naturale che cederà i diritti di ritrasmissione.

Diritti TV Serie A, sarà ancora Elliott a sbloccare lo stallo?

A fare sentire la sua voce è stato pure l’ad di TIM, Amos Genish, che ci è andato giù pesante, quando ha parlato di Lega “miope”, che avrebbe servito il bando su un piatto a Sky, sostenendo che ciò sarebbe avvenuto a discapito della concorrenza e dei tifosi. Nulla di anomalo che chi perde una gara esterni posizioni critiche verso il vincitore, se non fosse per il fatto che Mediaset sia reduce da un accordo con l’operatore britannico per lo scambio di contenuti sui rispettivi canali a pagamento, mentre la compagnia telefonica è controllata dal fondo americano Elliott Management, che detiene una quota di minoranza anche in Sky. Nelle scorse settimane, si era persino ipotizzato che Elliott avrebbe mediato tra Mediapro, TIM e la società della famiglia Murdoch e che Mediaset si sarebbe accordata quasi all’istante con quest’ultima, se interessata a trasmettere almeno alcune partite di Serie A.

Un conflitto potenzialmente politico

A quanto pare, le cose starebbero andando diversamente, tanto che Paolo Bargiggia, conduttore sportivo di Mediaset, dalla rubrica de Il Primato Nazionale, ha lanciato accuse pesanti contro la gestione del bando da parte della Lega di Gaetano Miccichè, notando come il figlio di quest’ultimo, Gerlando, risulti alle dipendenze di Sky e che lo stesso presidente, in qualità di banchiere di Sanpaolo-IMI, aiutò il patron del Torino, Urbano Cairo, nella sua scalata in Rcs. E proprio Cairo è stato nelle settimane scorse tra i più critici dissidenti in Lega contro Sky, tanto da averne attirato le ire dei dirigenti, i quali hanno insinuato che La Gazzetta dello Sport, edita dal Gruppo Rcs, fosse utilizzata come arma per screditare l’operatore satellitare in favore di Mediapro.

Diritti TV Serie A, le possibili frizioni tra Lega e 5 Stelle

Il malcontento evidente di Mediaset e TIM rischia di avere ripercussioni dentro e fuori la Lega. Elliott è creditore del Milan e del suo proprietario cinese per complessivi 303 milioni più interessi e se davvero la linea di Genish rispecchiasse le vedute del suo azionista, sembra probabile che questi si faccia sentire anche attraverso il club rossonero contro la Lega, nonché facendo pressione sullo stesso governo, che gli deve la cacciata dei francesi di Vivendi dalla plancia di comando in TIM a maggio. Per non parlare di Mediaset, che avrebbe un canale diretto con il vice-premier Matteo Salvini, il quale non potrebbe ignorare le rimostranze della società del suo alleato, pur oppositore al governo giallo-verde. Come vi avevamo avvertiti nelle scorse settimane, il dossier diritti TV di Serie A rischia di creare tensioni tra Movimento 5 Stelle e Lega (il partito di Salvini), con i grillini certamente non favorevoli agli interessi della famiglia Berlusconi e considerati vicini a Cairo, la cui linea editoriale sembra loro non ostile. E se davvero avesse ragione Bargiggia, ovvero che Miccichè sarebbe riuscito a vendere i diritti a Sky con il sostegno (tardivo) del patron del Torino, anche politicamente saremmo dinnanzi a due blocchi contrapposti nel governo: M5S con Sky e la Lega di Salvini con Premium-TIM.

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Argomenti: Economia nel pallone

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