Diritti Serie A, tifosi italiani rischiano un calcio sottotono in estate

Diritti di Serie A, assegnazione in alto mare. Tra i due litiganti - Sky e Mediapro - volete vedere che alla fine a godere sia Mediaset Premium, ovvero la futura controllata della stessa Sky?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Diritti di Serie A, assegnazione in alto mare. Tra i due litiganti - Sky e Mediapro - volete vedere che alla fine a godere sia Mediaset Premium, ovvero la futura controllata della stessa Sky?

Ennesimo colpo di scena per il calcio italiano. Il Tribunale di Milano ha accolto ieri il ricorso d’urgenza presentato da Sky Italia e ha sospeso fino al prossimo 4 maggio il bando di Mediapro per l’assegnazione dei diritti di Serie A. La decisione si è resa necessaria per fare luce sulla correttezza nel modo di agire della società spagnola, di recente acquisita dal fondo cinese Orient Hontai Capital. Pur essendo un intermediario, esso si comporterebbe, infatti, anche come un operatore della comunicazione. Prima della decisione del giudice, Mediapro aveva fatto trapelare l’intenzione di trattare con i broadcaster fino alla metà di giugno. Nel mirino c’è la pubblicazione del bando, che sarebbe dovuto scadere la mezzanotte del 21 aprile, con cui i diritti della Serie A erano stati suddivisi in 13 pacchetti, di cui 6 accessori, ma senza prevedere un prezzo minimo d’asta.

Serie A, abbonati Sky a rischio con diritti agli spagnoli e Mediaset torna a sorridere

E adesso? Torna tutto in alto mare e forse hanno ragione gli spagnoli, che commentando l’ultima vicenda giudiziaria hanno notato che “il calcio italiano ne esce danneggiato”. Già, perché quando ad agosto si disputeranno le prime gare di Serie A della stagione 2018/2019, la copertura televisiva potrebbe non essere pronta per allora, un fatto inaccettabile per un grande campionato europeo.

Mediapro ha finora versato alla Lega 64 milioni come anticipo degli 1,05 miliardi di euro (IVA esclusa) da sborsare per essersi aggiudicata tutti i diritti della Serie A per le prossime tre stagioni, mentre entro il prossimo 26 aprile dovrà presentare una fideiussione bancaria da 1,2 miliardi. Quest’ultimo termine verrà probabilmente rinviato, aggiungendo incertezza a incertezza. Sarà difficile recuperare le somme di cui sopra, specie ora che la concorrenza tra gli operatori si è ristretta con l’annuncio pre-pasquale di un’alleanza tra Sky e Mediaset Premium su uno scambio di contenuti nelle rispettive pay tv. L’accordo non ha ad oggetto il calcio, ma sembra evidente, anche per la tempistica dell’annuncio, che i due non si faranno la guerra per alzare il prezzo sui diritti di Serie A. Anche perché il Biscione, che già ha speso 78 milioni di euro per i Mondiali di Russia 2018, con la liquidità che gli verrà riconosciuta dall’operatore britannico avrebbe intenzione semmai di puntare sulla Coppa Italia.

E se a godere fosse Mediaset?

Adesso, in attesa di verificare cosa accadrà in tribunale, Mediapro potrebbe optare per la soluzione estrema di non cedere ad alcun broadcaster i diritti e di trasmetterli per conto proprio. Due le strade che, in teoria, potrebbe percorrere: creazione di una TV di Lega, progetto in auge fino a febbraio, ma che ha perso quota nelle ultime settimane; individuazione di una infrastruttura già operativa da utilizzare per la trasmissione dei contenuti, riconoscendo un canone di affitto sulla base del numero degli abbonati o di un qualche altro criterio.

Ora, supponendo che la TV di Lega resti un progetto verosimile per le prossime stagioni, alla fine gli spagnoli ripiegherebbero su Mediaset Premium, voce già nell’aria a marzo. Potrebbero decidere di recarsi a Cologno Monzese e trattare con i dirigenti l’utilizzo della pay tv della famiglia Berlusconi. In questo modo, per trasmettere tutte le 380 gare del campionato di calcio, verserebbero un canone fisso, che per Premium sarebbero ricavi certi, mentre per Mediapro rappresenterebbero un costo da sostenere, in cambio della gestione totale dei contenuti, compresi quelli pre- e post-partite.

E se fosse in atto un teatrino? Sky potrebbe avere tirato la corda per spingere Mediapro ad abbandonare la strategia sinora seguita, consapevole che ad avvantaggiarsi di uno scenario simile sarebbe Premium, con cui ha pattuito anche un’opzione di acquisto tra ottobre e novembre di quest’anno. In sostanza, anziché svenarsi per comprare i pacchetti di calcio dai ricavi sempre dubbi, perché non ribaltare la frittata, addossando al vincitore del bando il rischio d’impresa e assicurandosi entrate certe dalla Serie A?

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Rischio calciomercato estivo sottotono

Per uscire dall’angolo, gli spagnoli non potranno sperare sulla piattaforma iptv, quella internet per la trasmissione di contenuti televisivi. TIM e Perform non avrebbero la forza e la convenienza per offrire una somma spiazzante. Certo, correndo molto di fantasia, potremmo immaginare che i francesi di Vivendi, a capo della compagnia telefonica, come controffensiva alle mosse di governo e fondi privati nazionali e stranieri contro di loro, si butterebbero sul calcio, sparigliando le carte. In questo modo, spezzerebbero quel clima di sistema anti-francese imperante in queste settimane nel mondo finanziario tricolore, attirando a sé i club di Serie A e spegnerebbero gli entusiasmi in casa Mediaset, di cui sono pur azionisti con il 29,9% del capitale, di cui il 19,9% “congelato” in un trust su ordine delle authorities. Ma la tempistica non sarebbe favorevole a un simile scenario, anche perché tra una settimana Vivendi potrebbe finire in minoranza all’assemblea degli azionisti TIM.

Non è finita la telenovela del calcio italiano. Troppi gli interessi in campo, per cui bisognerà davvero aspettare forse che arrivi l’estate per capirci di più. Il rischio consiste nel compromettere il calciomercato estivo della già squattrinata Serie A. I diritti rappresentano la voce principale di entrata, arrivando ai due terzi del fatturato annuale per alcune squadre. Senza capire quanto denaro entrerà in cassa, come faranno i direttori sportivi a programmare gli acquisti? Più che la mancata copertura delle prime gare della prossima stagione, il rischio concreto è proprio questo, ossia di un calciomercato estivo sottotono per il clima di incertezza e confusione generato dallo scontro tra pay tv e Mediapro.

Calcio Serie A, e se alla fine il vero colpaccio lo facesse Mediaset?

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Argomenti: Economia nel pallone

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