Diritti Champions League: offerte attese basse, ma Sky stavolta avrà concorrenti

L'assegnazione dei diritti per seguire le partite di Champions in Italia sarà decisa ad ottobre. Anche a causa del Covid, le buste consegnate alla UEFA non saranno pesanti, ma il fattore competizione le sosterrebbe.

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L'assegnazione dei diritti per seguire le partite di Champions in Italia sarà decisa ad ottobre. Anche a causa del Covid, le buste consegnate alla UEFA non saranno pesanti, ma il fattore competizione le sosterrebbe.

Il 14 settembre scorso si è aperta la gara per consegnare alla UEFA entro le ore 10 del 12 ottobre prossimo le offerte relative ai diritti televisivi per trasmettere in Italia le partite di Champions League per il triennio 2021-2024. L’asta si sarebbe dovuta tenere a marzo, ma è stata sospesa a causa dell’emergenza Covid. E così, il nostro campionato è l’unico tra i grandi ad essere rimasto scoperto per il prossimo triennio. I pacchetti saranno quattro, un modo per potenziare al massimo i prezzi offerti.

Il pacchetto A1 prevede l’assegnazione del principale match di martedì, per un totale di 16 partite e relativi highlights degli altri match giocati il martedì. Il pacchetto A2 include le 16 partite più importanti giocate il mercoledì e gli highlights di tutte le gare di martedì e mercoledì, oltre alla Supercoppa. Il pacchetto B riguarda tutte le altre 104 partite di Champions, esclusa la finale. Quest’ultima è l’unica inserita nel pacchetto C. Tutti i pacchetti riguardano le partite su tutte le piattaforme.

Per il triennio in corso 2018-2021, Sky sborsò 300 milioni a stagione per trasmettere tutte le partite. Sappiamo che successivamente consentì alla Rai di trasmettere alcune gare in chiaro e che dalla scorsa stagione Mediaset ha rilevato il posto della TV pubblica, pagando 50 milioni a stagione. Sappiamo anche che Sky non ha alcuna intenzione di svenarsi per il calcio italiano, essendo già in tensione con la Lega sui diritti della scorsa stagione. La crisi non fa prospettare numeri in crescita per gli abbonati, per cui l’offerta dell’operatore americano non dovrebbe discostarsi granché dalla precedente.

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Mediaset e Rai in campo?

Rispetto al ciclo in corso, però, si stanno affacciando nuovi concorrenti.

Anzitutto, Dazn ha offerto 200 milioni per trasmettere gran parte delle partite in Germania e non possiamo escludere che faccia altrettanto in Italia, dove peraltro ha stretto un accordo proprio con Sky per essere ospitata sui suoi canali a pagamento. Per non parlare di Amazon, che ha ottenuto piccoli pacchetti nel Regno Unito per la Premier League e in Germania. Il colosso delle vendite online punta ad entrare nel mondo dello sport per fare concorrenza a Netflix, la pay tv che produce e trasmette una miriade di serie.

E Mediaset? Le partite in chiaro le stanno fruttando parecchio sia per gli ascolti che per i ricavi pubblicitari. Cologno Monzese potrebbe dare battaglia almeno per uno dei pacchetti in ballo, anche se resta l’ipotesi che Sky acquisti un po’ tutte le partite e poi le rivenda agli operatori interessati sulle varie piattaforme. A meno che non siano intervenuti accordi sottobanco tra più potenziali offerenti, Sky stavolta non ha la ragionevole sicurezza di potersi prendere i pacchetti più rilevanti, grazie all’aumentata concorrenza anche da parte di operatori oltreoceano. E questo avrebbe conseguenze positive sui prezzi.

Ai tifosi italiani, però, interesserebbe godere del maggior numero di partite in chiaro. Accadrebbe solo se Rai e Mediaset, principalmente, offrissero cifre competitive e frutto del reale interesse dei due operatori per il calcio europeo. E Viale Mazzini ha voglia di rivalsa contro l’ex partner americano. Certo, i suoi bilanci non autorizzano colpi di testa, ma chissà che non si vendichi con la presentazione di qualche busta choc.

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