Digitale terrestre e obbligo cambio tv: 151 milioni di euro di incentivi per i decoder

Grazie alla manovra finanziaria si è deciso di stanziare 151 milioni di euro per adattarsi al nuovo standard DVB-T2 del digitale terrestre.

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Grazie alla manovra finanziaria  si è deciso di stanziare 151 milioni di euro per adattarsi al nuovo standard DVB-T2 del digitale terrestre.

Entro il 1 luglio 2022 sarà obbligatorio adattarsi al nuovo standard DVB-T2 del digitale terrestre e per molti italiani questo vorrà dire cambiare tv. Grazie alla manovra economica sono stati stanziati 151 milioni di euro come fondo per chi tra il 2019 e il 2022 vorrà cambiare il proprio televisore per adeguarsi al nuovo standard. E’ quanto è emerso dal testo ufficiale del maxi-emendamento alla legge di bilancio.

Cosa prevedono i 151 milioni e chi deve cambiare tv

Lo switch off è previsto nel 2022 (fa parte dell’articolo n. 89 introdotto nella Finanziaria 2018 “Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G” che prevede il passaggio alla rete 5G della banda 700) ma già dall’anno nuovo sarà possibile fare il passaggio al digitale terrestre di seconda generazione. Si tratta di una spesa non indifferente per gli italiani, che saranno costretti, non tutti, a cambiare tv per adattarsi alla nuova tecnologia. Come era accaduto per il precedente switch off del digitale terrestre, con la manovra economica si è deciso di stanziare 151 milioni di euro per finanziare uno sconto per alcune categorie di persone che intendono acquistare o un televisore con il decoder incorporato o un decoder compatibile con lo standard DVB-T2 e con il codec HEVC.
Non tutti saranno obbligati a cambiare tv ma solo coloro che non possiedono una smart tv con questa tecnologia, che ricordiamo sono già vendute dal gennaio 2017.

Il cambiamento inizierà dal 1 gennaio 2020, sarà una transizione su base geografica, il passaggio prevede il cambio dall’attuale DVB-T in MPEG2 allo stesso standard in MPEG4. Le domande avranno un picco dal 2020 ma come già detto gli incentivi previsti saranno dedicati, in primis, agli anziani che hanno un reddito basso, in seguito ne potranno beneficiare tutte le famiglie che devono cambiare tv o comprare un decoder per vedere i programmi televisivi. Per adesso, i 151 milioni di euro stanziati, prevedono la copertura di almeno 6 milioni di decoder ma potrebbero non bastare per tutti.

Come cambierà il mondo con il 5G

Nel frattempo l’asta sul 5G promossa dal Mise ha previsto degli scenari davvero futuristici che riguardano proprio il 5G e come questo potrebbe cambiare le nostre vite.

Grandi colossi come Tim, Wind, Vodafone etc stanno già sperimentando la rete di nuova generazione: in un futuro neppure troppo lontano i cambiamenti potrebbero riguardare la mobilità urbana, la sicurezza, industria, salute, monitoraggio ambientale etc. Come riporta il Corriere in un articolo recente, le applicazioni del 5G potrebbero avere riscontro nell’auto a guida remota, oppure utilizzare droni per le riprese aeree di sicurezza o sistemi di monitoraggio e prevenzione per i terremoti. Grazie al 5G potranno essere monitorati da lontano anche i pazienti che hanno problemi cardiaci mentre con le infrastrutture giuste alcuni importanti cambiamenti avverranno anche nel settore del turismo.

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