Diego Armando Maradona, il re del calcio guadagnò una miseria rispetto ai grandi di oggi

Giudizio unanime sul "Pibe de Oro": è stato il migliore calciatore di sempre. Eppure, rispetto ai grandi fenomeni odierni guadagnò cifre ridicole.

di , pubblicato il
Gli stipendi di Maradona non erano paragonabili a quelli di oggi

L’Argentina ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per la morte di Diego Armando Maradona. E non poteva essere altrimenti. L’uomo, con i suoi difetti, le sue debolezze e il suo immenso talento calcistico, è stato il volto autentico che ha raccontato più di chiunque altro la storia di Buenos Aires negli ultimi 40 anni. Mentre l’intero mondo del calcio rende omaggio al suo “re”, tutti si mostrano concordi nel ritenerlo il giocatore più grande di sempre. Tanto per capirci, la carriera straordinaria del “Pibe de Oro” è paragonabile solo a quella che prima di lui fece il grandissimo Pelé e degli odierni Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

La tristezza è scesa su tutti i campi d’erba del mondo, ma innegabile che questo sentimento sia particolarmente diffuso a Napoli, oltre che in Argentina. Qui, Maradona trascorse ben sette stagioni e gli anni più fruttuosi della sua carriera. Alla città, oltre che alla società, regalò due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa UEFA e una Supercoppa. Per carità, sarebbe ingiusto dimenticare l’apporto dei suoi compagni di squadra, ma è evidente che il Napoli di Maradona rimarrà per secoli nella storia come esempio di riscatto, non esclusivamente sportivo, di una città relativamente povera contro il dominio sino ad allora incessante dei club del ricco nord.

Addio a Maradona, in questa morte c’è la cifra della sua grandezza, palmares completo

L’arrivo e i trionfi al Napoli di Ferlaino

C’è tanto nelle lacrime dei napoletani, non è soltanto calcio in senso stretto. Ci sono i ricordi degli anni d’oro, delle soddisfazioni, delle gioie, del buon momento che la loro città visse tra la metà degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta.

Tutto nacque con una firma sullo yatch di Corrado Ferlaini, l’allora patron del Napoli. Al largo di Capri, l’imprenditore siglò quello che ai tempi fu considerato un colpo di testa impensabile, per l’appunto l’ingaggio del centrocampista offensivo argentino in forza al Barcellona.

Il cartellino costò ai partenopei 13 miliardi delle vecchie lire, mentre lo stipendio che venne offerto a Maradona era di 1,5 miliardi, a cui si aggiungevano 2 miliardi di percentuale una tantum sul trasferimento e il 25% sugli incassi. Quell’estate, quando a luglio il giocatore venne presentato ufficialmente ai tifosi, uno stadio San Paolo gremito di 80 mila persone lo attese come un dio. E fu subito amore.

L’anno del primo scudetto fu il 1987. In quella stagione, Maradona percepiva uno stipendio netto di 1 miliardo e 700 milioni di lire, a cui si aggiungevano i contratti degli sponsor e una percentuale sugli incassi generati dalle sfide amichevoli e quantificata in circa 200 milioni. In tutto, si arrivava a circa 3 miliardi. In euro, saremmo a poco più di 1,5 milioni di euro, ma bisogna considerare che parliamo di una cifra che risale a 34 anni fa. Tenuto conto del diverso potere di acquisto (l’inflazione cumulata in Italia dal 1986 ad oggi è stata del 140%), possiamo affermare che Maradona percepiva al Napoli uno stipendio che oggi varrebbe 2,1 milioni di euro e che arrivava, sponsor e premi inclusi, a 3,7 milioni. Il cartellino, invece, equivarrebbe agli odierni 18,6 milioni.

Il confronto impossibile con CR7 e Messi

Le cifre risultano a tutti gli effetti irrisorie per un grande fenomeno, se si pensa che un calciatore dalle discrete prestazioni oggi percepirebbe di più. E nessun paragone risulta possibile con CR7, che di solo ingaggio alla Juve prende circa 31 milioni netti a stagione. E Adidas gli corrisponde un vitalizio di 24 milioni di dollari all’anno, denaro che il portoghese percepirà fino alla fine dei suoi giorni terreni, anche quando avrà smesso di giocare.

Messi non è affatto di meno, perché di solo ingaggio netto prende al Barça 39 milioni, che inclusi vari bonus e diritti di immagine arrivano alla cifra stratosferica di 104 milioni annui.

Al confronto, Maradona è stato sul piano economico il fenomeno giusto nei tempi sbagliati. Una trentina di anni più tardi avrebbe guadagnato per 10-20 volte tanto. Ma non saranno i soldi a rimanere nella memoria collettiva dell’argentino, quanto le caratteristiche tecniche impareggiabili, le stravaganze dentro e fuori dal campo e la capacità di rivoltare in meglio la storia di un club, di una città, di un popolo come un calzino. Nel 1986, a un’Argentina da poco uscita dall’incubo della dittatura e da una guerra perduta contro il Regno unito regalò la Coppa del Mondo, battendo ai quarti proprio l’odiata Inghilterra accompagnando il gol con la “mano de Dios”.

Lo stipendio di Messi al Barcellona

[email protected] 

Argomenti: