Dicembre nero per il Covid in Germania, il “lockdown” totale cambia la narrazione sui successi di Frau Merkel

Il successo della Germania nel combattere la prima ondata dei contagi aveva fatto sperare in un epilogo diverso per Berlino. Il Natale tedesco, invece, sarà da "zona rossa".

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Dicembre nero per il Covid in Germania

Il discorso pronunciato il 9 dicembre scorso al Bundestag è stato considerato il più emozionale della cancelliera Angela Merkel da quando è alla guida del governo tedesco sin dal 2005. Ha implorato la popolazione a seguire le restrizioni imposte contro la diffusione del Covid e ha definito “inaccettabile” l’elevato numero dei morti giornalieri. L’altro ieri, sono arrivati al nuovo massimo storico di 952. Anche scorporando i 153 della Sassonia, arrivati con un ritardo di due giorni, resta un record. E, soprattutto, non si tratta di dati negativi isolati. Il mese di dicembre si sta rivelando inaspettatamente nefasto per la Germania, con oltre 350 mila contagi fino alla giornata di mercoledì, esattamente un quarto del totale dall’inizio della pandemia. Peggio sta andando sul piano dei decessi: 6.850, il 29% del totale registrato sino ad oggi.

Certo, nel confronto internazionale la Germania resta il paese che meglio ha retto alla crisi sanitaria tra i grandi nel mondo. Il tasso di letalità è stato ad oggi dell’1,70%, sotto la media globale del 2,2%, ma soprattutto al 3,5% dell’Italia, al 3,4% del Regno Unito, al 2,7% della Spagna e al 2,5% della Francia. In rapporto alla popolazione, è andata pure meglio: solo 28 morti ogni 100 mila abitanti. In Italia, tanto per farvi un’idea, sono stati ad oggi 110.

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Ma il modello tedesco è diventato un riferimento un po’ meno scontato nelle ultime settimane. E forse i tedeschi sono rimasti vittime del loro stesso successo, innegabile durante la prima ondata dei contagi, anzi fino a novembre. Il mese scorso, mentre Londra, Parigi e Roma adottavano restrizioni simili a quelle del marzo scorso, specie nelle realtà dove la situazione sanitaria si mostrava più grave, la Germania optava per un “lockdown” light.

Ristoranti e bar chiusi, ma negozi e scuole aperte. La linea morbida è stata seguita essenzialmente per due ragioni: sulla base dei confronti internazionali e dei dati tedeschi sino ad allora, la diffusione dei contagi sembrava sotto controllo. Inoltre, governo centrale e stati federali non se le sono mandate a dire. I 16 governatori hanno perlopiù osteggiato le misure di Berlino, tant’è che già nel corso della prima ondata la cancelliera era arrivata a litigare vivacemente a porte chiuse con i rappresentanti locali del suo stesso partito, a suo dire colpevoli di non comprendere la portata della gravità e di annacquare le misure imposte contro la pandemia.

Il lungo inverno tedesco

I sondaggi segnalano che la popolarità di Frau Merkel non sarebbe stata ancora intaccata dai recenti sviluppi negativi sul fronte Covid e che, semmai, i tedeschi siano insoddisfatti del rapporto tra stato e Laender e, soprattutto, considerino il “lockdown” totale imposto per Natale un po’ tardivo. Già, perché fino al prossimo 10 gennaio la Germania sarà zona rossa. Tutto chiuso. E non è stata una decisione semplice, perché ai tedeschi puoi togliere tutto, tranne le ferie e le festività natalizie. Le chiusure di queste settimane, quindi, si rivelano del tutto contrarie all’essenza stessa dell’essere tedeschi, ma sono arrivate ugualmente e già si discute sul piano politico di estenderle fino a tutto gennaio, se non dopo.

La cancelliera aveva avvertito qualche mese i suoi concittadini: “l’inverno sarà lungo”. Nel frattempo, i vaccini stanno arrivando, ma si renderanno disponibili per il grosso della popolazione dalla primavera in poi, un po’ in tutto il mondo. Certo, l’insofferenza dei tedeschi non è ancora giunta ai livelli di guardia, anche perché gli aiuti alle categorie colpite dalla crisi sono arrivati immediatamente e hanno grosso modo coperto la stragrande maggioranza delle perdite accusate. Inoltre, l’economia tedesca ha reagito molto meglio che altrove e quest’anno potrebbe cavarsela con un calo del PIL inferiore al 6%, quando Italia, Francia e Spagna dovrebbe retrocedere tutte a cavallo della doppia cifra.

Ma le previsioni con ogni probabilità andranno aggiornate in negativo. Il Natale è saltato e, soprattutto, il primo trimestre del nuovo anno rischia di mancare all’appuntamento con la ripresa, se è vero che il “lockdown” sarà duro per almeno le prime settimane del 2021.

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