Diamanti, De Beers sfata il mito dei giovani poco interessati alle gemme preziose

Per De Beers, i diamanti non soffrono a causa dello scarso appeal tra i giovani. Ecco i dati che lo proverebbero.

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Per De Beers, i diamanti non soffrono a causa dello scarso appeal tra i giovani. Ecco i dati che lo proverebbero.

Un diamante è per sempre, recitava una vecchia campagna pubblicitaria. Siamo lontani da quegli anni, non tanto perché sia trascorso molto tempo, ma perché le trasformazioni socio-economiche sono state numerose con l’arrivo del nuovo Millennio. Secondo Bank of America-Merrill Lynch, le vendite di diamanti quest’anno cresceranno solo del 2% quest’anno, molto meno del +7% mediamente messo a segno nell’ultimo quinquennio. E sta di fatto, che i prezzi delle gemme preziose si sono riportate ai livelli di un decennio fa, che a loro volta erano gli stessi di quelli di fine anni Novanta. Colpa dei giovani poco interessati a sfoggiare un simile status symbol?

Un report di De Beers, che un tempo era quasi monopolista del mercato mondiale dei diamanti, avrebbe sfatato diversi miti sui cosiddetti “Millenials”, i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, nati tra il 1980 e il 2000. Uno di questi miti consiste nell’affermare che i giovani di oggi sarebbero poco inclini a comprare diamanti, in quanto non verrebbero percepiti come un bene del passato, non in linea con i tempi. (Leggi anche: L’industria dei diamanti ora punta sui giovani e cambia slogan)

Il rapporto tra diamanti e Millenials

Secondo De Beers, che ha intervistato 75.000 giovani donne in Cina, India, Giappone e USA, ovvero sui 4 principali mercati di diamanti, le conclusioni sarebbero molto diverse: i giovani non sarebbero meno interessati ai diamanti dei loro genitori e nonni, ma tenderebbero a replicarne le abitudini di consumo, una volta raggiunta la maturità finanziaria.

In sostanza, la società sostiene che i Millenials si sposerebbero in più tarda età  (28% sposato in questa fascia di età, contro il 49% del 1980) e nonostante abbiano un background scolastico più avanzato delle precedenti generazioni, troverebbero lavoro dopo.

A causa di questi fattori socio-economici, rinvierebbero di alcuni anni l’acquisto dei diamanti, molto legati tradizionalmente ai matrimoni (anelli di fidanzamento, etc.). (Leggi anche: Mercato diamanti resta in crisi)

 

 

 

Il mercato dei diamanti non soffre peri giovani

Tuttavia, i dati snocciolati da De Beers dimostrerebbero un legame costante tra giovani e diamanti. Cina, India, USA e Giappone rappresentano il 73% delle vendite di pietre preziose e qui vi risiede un miliardo di Millenials, di cui 220 milioni con caratteristiche tali, da renderli potenziali acquirenti. Nel 2015, questi hanno speso in diamanti 26 miliardi di dollari, il 45% dell’intera somma sborsata su questi mercati. Si consideri, che il peso dei giovani tra 18 e 34 anni sul totale della popolazione è oggi del 34%, in calo dal 40% del 1990. Pertanto, i Millenials avrebbero speso in diamanti più della media.

Il peso maggiore lo hanno avuto i giovani cinesi con il 68% dell’intera spesa, ma è stato elevato anche in Cina (47%), per scendere al 41% negli USA e al 29% in Giappone. Ma i giovani americani hanno rappresentato il 62% degli acquisti di diamanti tra tutti i giovani dei quattro principali mercati, mentre in India e Giappone si sono attestati al 6%. (Leggi anche: De Beers svela i segreti dei diamanti)

La vita si sposta in avanti con l’età, ma l’appeal dei diamanti resta

Insomma, non sarebbe supportata dai dati la convinzione sullo scarso disinteressamento dei giovani verso i gioielli e, in particolare, i diamanti. Al contrario, questa fetta della popolazione starebbe contribuendo positivamente alle vendite sul mercato retail, nonostante il loro reddito medio sia sceso oggi negli USA di oltre il 3% rispetto alla fine degli anni Novanta a poco più di 61.000 dollari all’anno.

Dunque, c’è speranza per i produttori e venditori di diamanti. Il futuro non sarebbe a rischio, ma semplicemente il mercato risentirebbe dello spostamento in avanti con l’età di vari appuntamenti importanti nella vita, come il lavoro e il matrimonio. (Leggi anche: Investire in diamanti conviene ancora?)

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