Diamante del secolo venduto per $53 milioni

Il secondo diamante più grande mai scoperto è stato venduto per 53 milioni di dollari. Eppure, il prezzo è inferiore alle attese e non segna un record.

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Il secondo diamante più grande mai scoperto è stato venduto per 53 milioni di dollari. Eppure, il prezzo è inferiore alle attese e non segna un record.

La canadese Lucara Diamond Corporation è riuscita finalmente a vendere per la stratosferica cifra di 53 milioni di dollari il secondo diamante più grande al mondo mai scoperto. Ad acquistarlo è stata Graff Diamonds, società britannica attiva nella gioielleria di lusso. La pietra da 1.109 carati è stata ribattezzata Lesedi La Rona, che in lingua tswana significa “Nostra Luce”.

Era stata scoperta da Lucara nel novembre del 2015 presso la sua miniera Karowe nel Botswana, che aveva rilevato dal gigante dei diamanti De Beers per pochi spiccioli. Si tratta della seconda gemma preziosa più grande al mondo dopo quella da 3.106 carati scoperta nel 1905 in Sudafrica e che successivamente fu tagliata per rivenderla sul mercato. Alcuni suoi pezzi fanno parte della corona del sovrano d’Inghilterra. (Leggi anche: Scoperto in Botswana diamante da 1.100 carati)

Anche in questo caso, “Nostra Luce” verrà ridotta in pezzi più piccoli. Lauwrence Graff, fondatore dell’omonima società, ha dichiarato che “la pietra ci dirà la sua storia, come deve essere tagliata”. Per quanto l’affare sia tra i maggiori di sempre per l’industria dei diamanti, non siamo in presenza di un record. Nel maggio dello scorso anno, proprio la Lucara aveva venduto una pietra da 813 carati per 63 milioni, mentre nel maggio scorso era stata in grado di vendere sempre alla Graff un diamante da 373,7 carati per 17,5 milioni. Sebbene il prezzo di vendita di quest’ultima asta sia notevolmente più basso in valore assoluto, fa la bellezza di 77.649 dollari per carato, una cifra di gran lunga più alta dei 47.777 dollari per carato ricavati da “Nostra Luce”. Si consideri, poi, che nel giugno 2016 la canadese aveva tentato di vendere la sua più grande pietra per 70 milioni, ma l’asta allora fallì, provocando un crollo per il titolo azionario, che ha perso il 90% dall’apice toccato nell’agosto dello scorso anno. Al contrario, nei successivi 8 mesi alla scoperta del diamante, era salito di ben il 165%. (Leggi anche: Il diamante del secolo fallisce l’asta)

E proprio dal Botswana si apprende che il governo ha proposto un emendamento alla sua Legge sulle Pietre Preziose e Semi-Preziose, che gli consentirebbe in futuro di acquistare dalle compagnie i diamanti estratti di particolare rarità per dimensioni o che godessero di caratteristiche peculiari.

Nessuna preoccupazione per Lucara, che nota come la cessione al governo verrebbe eventualmente alle condizioni di mercato e concordando il prezzo tra le parti.

Quello dei diamanti è un mercato, che vale in tutto il mondo 80 miliardi di dollari. I principali acquirenti si trovano negli USA, in Giappone e in Cina. Contrariamente ai timori dell’industria, non pare che i “millenials” stiano deprimendo le vendite. De Beers stima nel 40% la quota di acquisto presso la fascia di età 18-35 anni negli USA, quando questa rappresenterebbe il 30% dell’intera popolazione americana. Semplicemente, i consumi sarebbero spostati più avanti negli anni, visto che ci si sposa di meno e più tardi delle passate generazioni. E il mercato dei diamanti è molto legato agli eventi come il matrimonio per l’offerta di anelli.

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