Di Maio dichiara guerra ai raccomandati e accelera su reddito di cittadinanza e pensioni

Luigi Di Maio, ospite della trasmissione Porta a Porta, si è scagliato contro i raccomandati della Pubblica Amministrazione e della Rai.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Luigi Di Maio, ospite della trasmissione Porta a Porta, si è scagliato contro i raccomandati della Pubblica Amministrazione e della Rai.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio è intervenuto ospite della trasmissione Porta a Porta, dove ha parlato a ruota libera sui temi di lavoro e pensioni. L’attuale vicepremier del governo Conte e ministro del super ministero di Lavoro e Sviluppo Economico si è scagliato contro i raccomandati della Pubblica Amministrazione e della Rai, il servizio di televisione pubblica. Di Maio ha fatto riferimento al censimento dei rom proposto da Matteo Salvini, co-vice premier e ministro dell’Interno, affermando come in Italia ci sia la necessità invece di effettuare un censimento politico.

Più meritocrazia

Queste le dichiarazioni di Luigi Di Maio alla trasmissione Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa e in onda su Rai 1 in seconda serata: “Ci sono altri censimenti da fare, politici. Occorre – ha spiegato l’ex vicepresidente della Camera – censire tutti i raccomandati che abbiamo nella pubblica amministrazione e anche quelli che sono in Rai. Dobbiamo – ha concluso il ministro del Lavoro – ristabilire il principio della meritocrazia”.

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Reddito di cittadinanza e pensioni

Interrogato sul tema specifico del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia da anni del Movimento 5 Stelle, Di Maio ha ammesso che il governo deve accelerare, augurandosi al contempo di riuscire a portarlo nella legge di Bilancio per il prossimo anno, testo che alla Camera e al Senato verrà discusso in autunno.

Centrale anche la questione relativa alle pensioni. Di Maio ha rivelato di aver avuto un incontro con il presidente dell’Inps Tito Boeri, confermando indirettamente la volontà di tagliare i vitalizi degli ex parlamentari e le pensioni d’oro, creando un fondo speciale dove confluiscano i risparmi generati dai due provvedimenti per destinarli a un intervento mirato sulle pensioni minime. Non si è invece parlato né di quota 100 né di quota 41, le due misure riportate nel contratto di governo.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana