Detrazioni fiscali solo per acquisti con carte di credito e bancomat, l’ultima trovata in Grecia

La lotta al contante arriva a misure sempre più assurde, come quella di legare le detrazioni fiscali ai pagamenti con carte di credito o bancomat e il divieto di pagare cash sopra i 500 euro. Avviene in Grecia.

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La lotta al contante arriva a misure sempre più assurde, come quella di legare le detrazioni fiscali ai pagamenti con carte di credito o bancomat e il divieto di pagare cash sopra i 500 euro. Avviene in Grecia.

La lotta al contante si arricchisce quasi quotidianamente ormai di misure varate qua o là nel pianeta e che vanno tutte nella direzione di disincentivare le transazioni cash e di spingere i consumatori e le imprese ad avvalersi di carte di credito e bancomat per le compravendite, in modo da lasciare traccia delle loro operazioni e contrastare così l’evasione fiscale e l’economia sommersa.

E così, dopo India e Venezuela, non potevano non arrivare provvedimenti shock anche dalla Grecia, paese che a fine giugno del 2015 impose temporanei controlli sui capitali, limitando a 60 euro al giorno i prelievi dai bancomat e creando il panico tra i risparmiatori.

Adesso, il Ministero delle Finanze di Atene ha annunciato altre misure anti-cash. La prima consiste nell’abbassare da 1.500 a soli 500 euro la soglia massima per effettuare transazioni in contanti, che diventa così la più bassa al mondo. Il divieto di pagare cash per importi superiori è scattato dall’1 gennaio, ma non si tratta dell’unica novità di rilievo; anzi. (Leggi anche: Pagamenti elettronici superano uso del contante, boom acquisti da mobile)

Detrazioni fiscali solo con l’uso di carte di pagamento

Sempre il governo ha riformato il sistema delle detrazioni fiscali, consentendo di godere della cosiddetta “no tax area”, che sgrava dal pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche i primi 8.000 euro percepiti nell’anno solare, a patto che un ammontare prestabilito degli acquisti avvenga con l’uso di carta di credito o bancomat. Parliamo di spese per cibo, bevande, vestiti, sigarette, elettronica di consumo, servizi come parrucchiere, palestra, medici, etc.

Nel dettaglio, bisogna spendere almeno il 10% del proprio reddito con l’uso delle carte, se si guadagna fino a 10.000 euro all’anno; il 15% se si guadagna tra i 10.001 e i 30.000 euro all’anno; il 20% se si guadagna oltre i 30.000 euro all’anno. Per intenderci, chi dichiarasse un reddito di 10.000 euro lordi dovrebbe aver speso nell’anno almeno 1.000 euro con carte di credito e/o bancomat, al fine di godere delle detrazioni fiscali sui primi 8.000 euro di reddito annuali.

(Leggi anche: Lotta al contante, nuove restrizioni UE con la scusa del terrorismo)

 

 

 

 

Lotta all’evasione fiscale combattendo il contante

Sulla differenza tra quanto speso con le carte e l’importo minimo previsto dalle norme fiscali sarà applicata un’aliquota del 22%. In altre parole, meno spendi con carte di pagamento, più tasse paghe, almeno fino a un livello minimo previsto. Per i redditi medio-alti, si potrebbe arrivare all’assurdo di “obbligare” i contribuenti a consumare anche per effettuare acquisti indesiderati.

Se un contribuente dichiarasse, quindi, un reddito di 60.000 euro, egli dovrebbe aver speso almeno 12.000 euro con le carte, ovvero una cifra di 1.000 euro al mese o 33 euro al giorno. Sono esclusi dalle norme gli over 70, gli affetti da invalidità pari ad almeno l’80% e i residenti in aree remote.

L’evasione fiscale è uno dei grandi problemi dell’economia ellenica, dove da anni lo stato è a caccia disperata di entrate sempre più elevate per coprire i suoi disavanzi fiscali e rendersi credibile agli occhi della Troika, l’insieme dei creditori pubblici, composta da UE, BCE e FMI. Con questo mix di limitazioni e disincentivi al cash, Atene cerca di rimpinguare le casse statali, spostando i consumi verso l’economia formale. Vogliamo essere facili profeti nell’affermare che l’obiettivo non sarà nemmeno lontanamente raggiunto. (Leggi anche: Divieto uso contante, proteste in Germania contro schiavitù digitale)

 

 

 

 

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