Della Valle avverte governo Letta: due mesi per salvare Italia o via

Diego Della Valle tuona contro la politica: avete due mesi di tempo per salvare l'Italia, altrimenti andate a casa. Pessimismo sul credito alle imprese.

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Duro avvertimento dell’imprenditore Diego Della Valle, patron di Tod’s. Intervistato dal Sole 24 Ore, egli ha affermato che all’Italia resterebbero solo due mesi per essere salvata. O entro questo lasso di tempo si fanno le riforme da troppo tempo promesse, attese e mai portate avanti, oppure i politici (leggasi, governo Letta) dovrebbero lasciare.

Per Della Valle, infatti, la ripresa si sta allontanando, anziché avvicinarsi e le imprese sono allo stremo, essendo usciti da un 2013 pesante, che ha falcidiato i loro bilanci. Le prossime settimane sarebbero determinanti per fare i conti sulle possibili assunzioni, ma se le imprese decidessero di non assumere nessuno, i consumi ne sarebbero penalizzati, come in un circolo vizioso.

L’imprenditore ritiene che il più grande ostacolo alla ripresa sia al momento il “credit crunch”, cioè il crollo dei prestiti da parte delle banche. Per questo, ribadisce le sue critiche a banchieri come Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti, chiarendo che non si tratta di una questione personale, ma della semplice richiesta che le banche tornino a fare le banche, tornino ad ascoltare il territorio e le sue esigenze, come facevano bene un tempo le casse di risparmio.

Qualche giorno fa era arrivata un’altra stoccata di Della Valle a Fiat. Il primo aveva rilevato come la casa automobilistica vorrebbe trasferirsi in America, ma poi vuole conquistare in Italia il Corriere della Sera, per barattarlo sul tavolo delle trattative con la politica. E aveva aggiunto: la fusione con Chrysler sarà positiva a breve, ma la linea aziendale sarà dettata da Detroit.

La previsione diffusa ieri dal Centro studi di Confindustria lanciava l’ennesimo allarme sul “credit crunch”, che in uno scenario negativo potrebbe proseguire fino a tutto il 2015 e nel migliore dei casi, non si arresterebbe prima di quest’anno.

 

 

 

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