Default Usa, potrebbe accadere davvero? Ecco le possibili conseguenze

Respinta da Obama la proposta repubblicana di alzare il tetto del debito per sei settimane. Nessuno crede che gli USA andranno in default, ma lo stallo politico preoccupa. Quali sarebbero gli effetti del primo fallimento dell'America?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Respinta da Obama la proposta repubblicana di alzare il tetto del debito per sei settimane. Nessuno crede che gli USA andranno in default, ma lo stallo politico preoccupa. Quali sarebbero gli effetti del primo fallimento dell'America?

Il presidente Barack Obama ha respinto al mittente la proposta presentata dai repubblicani per innalzare il tetto del debito Usa per sole sei settimane, in modo da avere il tempo necessario per trattare sulla fine dello “shutdown”. Lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, è uscito dalla Casa Bianca con il viso lungo, perché il “no” del presidente complica e non poco il negoziato.

Obama chiede che il tetto sul debito pubblico Usa, oggi fermo a 16.700 miliardi di dollari, sia innalzato senza condizioni e che al contempo si sblocchino le attività dello stato federale, ponendo fine allo “shutdown”, ormai all’undicesimo giorno.

Lo scontro gira tutto intorno all’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal presidente in carica, ma avversata dai repubblicani, che non hanno inserito nel budget per l’anno fiscale 2013-2014 alcuna misura per il finanziamento dei capitoli di spesa della riforma. Dal canto suo, Obama ha minacciato di porre il veto su qualsiasi legge di bilancio che privi la sanità delle risorse da lui previste. Lo scontro è duro, ma preoccupa la cristallizzazione delle posizioni, rimaste identiche a sé stesse da molti mesi.

 

Il default Usa è davvero possibile?

Per quanto nessuno creda che il default avverrà mai, nulla è detto. Tecnicamente, gli USA potrebbero andare in default se dopo la data del 17 di ottobre (giorno in cui si prevede il raggiungimento del debito massimo dei 16.700 miliardi autorizzato dal Congresso), il Congresso non autorizzerà il Tesoro a fare nuovi debiti. In quel caso, infatti, il governo non avrebbe soldi per il pagamento delle cedole sul debito già emesso e ciò sarebbe considerato un “credit event”. Le probabilità reali che ciò avvenga sono zero, perché in quel caso la Federal Reserve interverrebbe per offrire al Tesoro la liquidità occorrente, ma il prezzo di una tale evento sarebbe ugualmente esplosivo. I mercati reagirebbero con una fuga dai bond e dall’azionariato americano, facendo impennare i rendimenti obbligazionari pubblici e privati e deprimendo i titoli a Wall Street. Le agenzie di rating non potrebbero continuare a far finta che nulla stia accadendo, declassando i Treasuries anche di più gradini.

 

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Ricordiamoci che il solo fatto che si sia raggiunto in extremis un accordo sull’innalzamento del tetto del debito l’1 agosto del 2011, lasciando i mercati nell’incertezza fino alla fine, ha spinto S&P a declassare per la prima volta nella storia i Treasuries, privandoli della tripla A, ossia della massima valutazione.

Declassamenti, impennata dei tassi e crollo della borsa sarebbe lo scenario più probabile di un default, che sarebbe mancato solo per l’aiuto della Fed. La data a cui fare attenzione non sarebbe, tuttavia, quella del 17 di ottobre, bensì del 24, quando arrivano in scadenza titoli di stato, che potranno sì essere rimborsati, ma senza il pagamento delle cedole relative che giungeranno a scadenza.

In realtà, gli USA potrebbero essere declassati anche nel caso in cui lo stallo si portasse a ridosso della data del 17 o di una scadenza prossima al default tecnico reale. Per non parlare dell’effetto combinato tra “shutdown” e pagamenti sospesi degli stipendi anche per la storia del tetto del debito, che priverebbe fino a 2,1 milioni di dipendenti pubblici dello stipendio, impattando ciò negativamente sui consumi e sulla ripresa del pil.

Già lo “shutdown” di due settimane sarebbe in grado di deprimere il pil dello 0,3%, secondo alcuni studi di fine settembre. Se a ciò aggiungiamo l’incertezza relativa al tetto del debito, l’America potrebbe subire una decelerazione della crescita ben più pesante del previsto.

 

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Gli effetti di un default tecnico sfiorato, anche se non dichiarato, sarebbero molto negativi anche per l’Europa, perché l’impennata dei tassi e la minore crescita del pil americano metterebbero ancora più in crisi la fragile ripresa dell’Eurozona e avrebbe contraccolpi serissimi sullo stato già desolante delle economie dei Piigs.

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Argomenti: Economia USA

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