Default Usa, ma solo per qualche giorno. Cosa rischia davvero Obama

Lo shutdown potrebbe essere solo l'antipasto di qualche giorno di default tecnico per gli Usa. Il punto della situazione senza scivolare nel complottismo

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lo shutdown potrebbe essere solo l'antipasto di qualche giorno di default tecnico per gli Usa. Il punto della situazione senza scivolare nel complottismo

Il vero pericolo degli Usa non sta nello “shutdown” in sé, quanto in ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane. Perché il blocco delle attività federali potrebbe essere solo un antipasto dell’irrigidimento delle posizioni, in vista della discussione sempre più serrata per innalzare o meno il tetto del debito Usa.

 

Tetto debito Usa: si annuncia muro contro muro tra Repubblicani e Democratici

Se il Congresso e la Casa Bianca non sono riusciti a trovare un’intesa sul budget, saranno in grado di trovarla sulla nuova soglia di debito massimo da autorizzare? I Repubblicani, maggioranza alla Camera, chiedono che Obama rinunci alla riforma sanitaria da lui voluta, che di fatto prende pure il suo nome, Obamacare. O almeno di rinviare l’entrata in vigore di un anno, comportando un aumento della spesa federale. I Democratici tengono il punto e non sono disposti a rinunciare all’unica grande riforma varata dall’amministrazione in carica in questi anni.

Se le parti non arriveranno a un accordo, dopo il 17 di ottobre, Washington non disporrebbe più di fondi per onorare i pagamenti, nemmeno per rifinanziare il debito o per pagare gli interessi. Sarebbe il default “tecnico”, ossia per un impedimento normativo e non per un fallimento dettato da una crisi finanziaria. Ma non per questo le conseguenze sarebbero di scarsa portata.

Quante sono le probabilità che non si arrivi al 17 del mese senza un accordo? Basse. La moneta di scambio potrebbe proprio essere l’Obamacare, che entrerebbe in vigore dall’1 gennaio 2014, ma rinviando magari alcuni programmi di spesa di alcuni mesi o anche di un anno. Obama salverebbe la faccia e i Repubblicani otterrebbero lo stesso una vittoria.

 

Default Usa: valutiamo il rischio 

Ma l’innalzamento del tetto in sé non sarebbe una vittoria per nessuno, se non fosse accompagnata da misure strutturali di riduzione del deficit Usa. Su questo punto, mentre Obama punta sull’aumento delle tasse, la destra vuole tagli alle spese. Le posizioni sono granitiche e uguali da anni, tanto che per un soffio sono stati evitati i tagli “sequester”, che sarebbero scattati all’inizio del 2013. E, appunto, i Repubblicani sentono di avere ceduto due volte: nell’agosto del 2011, consentendo l’aumento del debito e a capodanno del 2013, quando hanno avallato un mix di tagli alla difesa e di aumenti di imposte, pur di evitare il famoso “fiscal cliff”.

Cederanno una terza volta, rischiando di perdere fette di elettorato, quando l’anno prossimo si rinnova parte del Congresso? Molto difficile che accada, anche perché pressano sul partito i Tea Party. O il presidente Obama accetta di tagliare la spesa o stavolta il rischio che si assaggi qualche giorno di default non è irrealistico. E allora lo shutdown sarà solo un piacevole ricordo. 

 

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Argomenti: Economia USA

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