'Default Argentina, cosa accade oggi? Risparmiatori tra speranza e panico

Default Argentina, cosa accade oggi? Risparmiatori tra speranza e panico

Scade oggi il termine per il pagamento del bond in Argentina, ma non c'è ancora alcun accordo tra governo e fondi "avvoltoi" per il pagamento degli 1,33 miliardi imposto dal giudice USA.

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E’ arrivato il fatidico 30 giugno, giorno in cui l’Argentina deve onorare una scadenza di pagamento relativa al bond 2033 e per la quale il governo ha già depositato 539 milioni di dollari sul conto della Bank of  New York Mellon. Ma in forza della sentenza del giudice americano Thomas Griesa, confermata anche dalla Corte Suprema USA, quel pagamento non potrà essere effettuato, se Buenos Aires non provvederà contestualmente anche a pagare i creditori non ristrutturati, che hanno fatto ricorso davanti alla giustizia di New York.   APPROFONDISCI – Bond Argentina in alta tensione, ma nessuno vuole il default   Anche volendo, quindi, l’Argentina non potrebbe pagare oggi i creditori, che hanno accettato la ristrutturazione del 2005 e del 2010, riguardante il default sovrano del 2002 da 95 miliardi di dollari. Infatti, il 7% dei creditori allora non accettò i termini degli accordi e alcuni fondi, tra cui Nml Capital, hanno fatto ricorso contro il governo, chiedendogli di pagare il 100% del valore nominale dei titoli, più gli interessi. Il governo argentino, tuttavia, si rifiuta, perché ai creditori ristrutturati corrisponde solo il 30% del valore nominale dei titoli e teme due cose: anzitutto, che anche gli altri creditori dissenzienti, ma che finora non hanno fatto ricorso, potrebbero appellarsi al tribunale americano, chiedendo il pagamento integrale dei bond; secondariamente, che anche i creditori ristrutturati pretendano lo stesso trattamento più favorevole concesso agli altri obbligazionisti, in virtù di una clausola RUFO (Rights Upon Future Offerings), che assegna loro il diritto di richiedere al governo i maggiori benefici elargiti eventualmente a chi non aveva accettato la ristrutturazione del debito.   APPROFONDISCI – In Argentina è allarme default dopo la sentenza USA sul debito   Facendo due conti, la situazione finanziaria sarebbe drammatica nell’uno e nell’altro caso.

Gli 1,33 miliardi di dollari che Buenos Aires dovrebbe sborsare in favore dei fondi “avvoltoi” (per definizione della presidenta Cristina Fernandez de Kirchner) salirebbero a oltre 16 miliardi – si stima – qualora tutti i creditori dissenzienti facessero ricorso. Ma se anche i creditori ristrutturati pretendessero (legittimamente) che fossero loro applicate le clausole più favorevoli accordate agli altri, il conto per il paese sudamericano diverrebbero salatissimo: 120 miliardi di dollari. Teniamo conto che le riserve di valuta straniera dell’Argentina ammontano a meno di 29 miliardi, per cui non ci sarebbero i soldi per pagare nemmeno l’intera platea dei creditori dissenzienti. Se tutti chiedessero parità di trattamento, il default sarebbe inevitabile.

Oggi default Argentina?

Cosa accade se oggi l’Argentina non potrà pagare formalmente i 400 mila creditori ristrutturati? Esiste un periodo di grazia di 30 giorni, trascorsi i quali scatterebbe il default tecnico. Quindi, c’è ancora tempo fino alla fine di luglio per scongiurare l’evento, anche se il segnale lanciato ai mercati sarebbe nelle prossime ore devastante. Il governo, nella persona del ministro dell’Economia, Axel Kicillof, sta trattando con i fondi usciti vincitori dalla sentenza USA, per cercare di concedere loro un anticipo in tempi brevi, rinviando ai prossimi mesi l’eventuale saldo. I termini del negoziato sarebbero questi: i fondi otterrebbero solo il 30% degli 1,5 miliardi (interessi inclusi) che il giudice Griesa ha imposto come pagamento preliminare. Poiché la clausola RUFO scade a fine 2014, l’Argentina prenderebbe tempo e rinvierebbe il saldo agli inizi del 2015. In questo modo, la clausola sarebbe formalmente rispettata, in quanto i creditori dissenzienti sarebbero stati pagati solo nei limiti di quanto concesso anche a quelli ristrutturati. Un esborso extra nel 2015 non darebbe il diritto a questi ultimi di avanzare più alcuna pretesa. Comunque vada, la credibilità dell’Argentina sarà precipitata sotto la suola delle scarpe.   APPROFONDISCI – L’Argentina tratta per evitare il default, ecco le ultime novità    

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