Def, allarme Bankitalia: deficit al 3,4 per cento senza aumento Iva

Dopo l'arrivo della Troika, il Paese lusitano è stato protagonista di una crescita economica incontenibile.

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Dopo l'arrivo della Troika, il Paese lusitano è stato protagonista di una crescita economica incontenibile.
Il Def continua a far discutere. L’ultimo affondo arriva da Bankitalia, più precisamente da Eugenio Gaiotti, capo economista dell’istituto. In occasione di un’audizione di fronte alle due commissioni Bilancio di Senato e Camera, Gaiotti ha sottolineato come il deficit sia destinato a crescere fino al 3,4 per cento qualora il governo decidesse di bloccare l’aumento dell’Iva.
La percentuale si riferisce al prossimo anno (2020), per poi diminuire al 3,3 e al 3,0 per cento nei successivi due anni. Gaiotti ha inoltre precisato come l’esecutivo non specifichi nel Documento di economia e finanza quali siano le misure alternative di copertura previste con la prossima legge di Bilancio.

Spread, la lezione del Portogallo

Lo spread, che continua a essere sopra i 200 punti base, rappresenta una delle cause principali di ribasso del Pil. Secondo le stime fornite dal capo economista Eugenio Gaiotti, un livello di spread così importante influenza in maniera negativa la crescita nel corso del tempo: si va dal -0,1 per cento del primo anno al -0,7 per cento del terzo anno, qualora lo spread si mantenga sugli stessi livelli. La ricetta di Bankitalia per abbassare lo spread è dare un segnale importante all’Europa di voler ridurre il debito pubblico, senza dimenticare le politiche di crescita.

Crescita economica

Riguardo a ciò, Gaiotti ha fatto riferimento alla lezione del Portogallo. Dopo l’arrivo della Troika, il Paese lusitano è stato protagonista di una crescita economica incontenibile e una riduzione del deficit pubblico costante. Gli ultimi dati, che fanno riferimento al mese di marzo di quest’anno, vedono il Portogallo toccare quota 0,5 di deficit pubblico, dal 3% del 2017 ma soprattutto dall’11 per cento della grande crisi che costrinse il Paese a chiedere l’aiuto dell’Europa nel 2011 per evitare il default. Da segnalare anche la crescita del Pil, intorno al 2 per cento sia nel 2017 che nel 2018.
Dall’altra parte l’Italia deve fare i conti con lo zero virgola: +0,2 per cento quest’anno, ma “solo se crescita sostenuta nel secondo semestre” come ha affermato il ministro dell’Economia Tria, mentre il deficit rischia di salire sopra il 3 per cento in assenza di aumento dell’Iva, secondo quanto dichiarato da Eugenio Gaiotti di Bankitalia.
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