Decreto dignità, quasi un milione di contratti a tempo determinato a rischio: diplomati e Pa i più colpiti

Di Maio, al primo Consiglio dei Ministri dove c'è stata l'adozione di un decreto politico, ha definito il provvedimento come la Waterloo del precariato.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Di Maio, al primo Consiglio dei Ministri dove c'è stata l'adozione di un decreto politico, ha definito il provvedimento come la Waterloo del precariato.

Una recente analisi del Sole 24 Ore conferma come siano a rischio quasi un milione di contratti a tempo determinato nel corso del prossimo mese (agosto, ndr). L’effetto del decreto dignità voluto fortemente dal neo ministro del Lavoro Luigi Di Maio metterebbe dunque a rischio la posizione lavorativa di 900 mila persone, attualmente sotto contratto con un contratto temporaneo. Un interessante approfondimento dell’istituto Datagiovani mette in risalto i profili dei 900 mila lavoratori che potrebbero non vedersi rinnovato il contratto già a fine agosto.

Pubblica amministrazione e diplomati i più danneggiati

Le categorie maggiormente danneggiate sono quelle dei diplomati e dei lavoratori della Pubblica amministrazione (Pa), su cui il decreto dignità del ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio andrà ad incidere per una quota pari al 42 e 26 per cento delle persone attualmente assunte con un contratto a tempo determinato. Per quanto riguarda le attività economiche, alle spalle della Pubblica amministrazione ci sono: Industria e costruzione, Commercio, Alberghi e ristorazione, Agricoltura, Banche e assicurazioni, Trasporti.

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Cosa prevede il decreto dignità

Il decreto dignità va a ridurre da 36 a 24 mesi dei contratti a tempo determinato con casuale. Inoltre, i rinnovi possibili diminuiscono da 5 a 4. A seguito del primo rinnovo, si avrà un costo contributivo pari allo 0,5 per cento in più ogni mese. Previsto anche un corposo aumento (50 per cento) dell’indennità destinata ai lavoratori che vengono licenziati senza giusta causa. Di Maio, al primo Consiglio dei Ministri dove c’è stata l’adozione di un decreto politico, ha definito il provvedimento come la Waterloo del precariato. Il M5S aveva d’altronde annunciato che, una volta al governo, avrebbe fatto il possibile per rottamare il Jobs Act renziano. Da segnalare l’assenza dal tavolo del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale si è diretto a Siena per assistere al Palio di Siena, mantenendo la promessa fatta prima di vincere le elezioni della città amministrata in precedenza dalla sinistra.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana