Decreto dignità, l’ultima idea di Di Maio: fondi Naspi per incentivare i contratti a tempo indeterminato

Luigi Di Maio replica a Inps e Confindustria, preparandosi ad un fine settimana ad alta tensione in Parlamento.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Luigi Di Maio replica a Inps e Confindustria, preparandosi ad un fine settimana ad alta tensione in Parlamento.
In sede di presentazione del decreto dignità di fronte alle commissioni riunite di Lavoro e Finanza della Camera, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha riportato l’ultima proposta del governo per migliorare il testo del dl, che attende di diventare legge dopo l’approvazione di Camera e Senato. Di Maio ha dichiarato di voler utilizzare i fondi Naspi per incentivare i contratti a tempo indeterminato. Si parla di una decina di milioni di euro, destinate ai potenziali disoccupati dopo l’introduzione del decreto, stimati in 8.000 all’anno dalla relazione tecnica dell’Inps.

Di Maio contro l’Inps

In riferimento ai fondi previsti per la Naspi, il ministro del Lavoro ha sottolineato: “Adesso nella fase di conversione – ha spiegato Di Maio – quelle decine di milioni di euro della Naspi le dobbiamo recuperare perché – qui l’attacco diretto all’Inps – si basano su una previsione che secondo noi non stanno né in cielo né in terra, e le recuperiamo anche – conclude il ministro – per dare incentivi per i contratti a tempo indeterminato”. Nuovo attacco, dunque, all’Inps, senza citare comunque la figura del presidente Tito Boeri, di recente “accerchiato” su più fronti (su tutti, si annovera la richiesta di dimissioni da parte del vicepremier Matteo Salvini).

Parere negativo di Confindustria

Contro il decreto dignità ha espresso il proprio parere negativo Confindustria. A questo proposito, nella giornata di ieri vi avevamo riportato le dichiarazioni del direttore generale dell’associazione industriali italiani, Marcella Panucci. La replica di Di Maio non si è fatta attendere. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha ricordato che Confindustria fosse contraria anche al No del referendum, tratteggiando scenari preoccupanti per l’Italia. Di Maio ha liquidato la questione dicendo: “Non possiamo più fidarci di chi cerca di fare terrorismo psicologico per impedirci di cambiare“.
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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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