Decreto Dignità è legge: tra lobby, disoccupazione e articolo 18

Secondo Di Maio il decreto dignità contribuirà a diminuire i contratti a tempo determinato favorendo quelli a tempo indeterminato.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Secondo Di Maio il decreto dignità contribuirà a diminuire i contratti a tempo determinato favorendo quelli a tempo indeterminato.

Con 155 voti favorevoli e 125 contrari (1 astenuto), il Senato ha approvato il decreto dignità, il primo provvedimento simbolo con cui Movimento 5 Stelle e Lega hanno scelto di presentarsi agli occhi degli elettori a distanza di due mesi dalla formazione della squadra di governo capitanata dal premier Giuseppe Conte. Le opposizioni hanno combattuto duramente in Aula contro una legge definita pro disoccupazione. Luigi Di Maio ha risposto per le rime e in un’intervista all’edizione serale del Tg1 ha fatto notare che chi attaccava oggi il decreto dignità erano gli stessi ad aver contribuito alla distruzione del lavoro negli anni precedenti.

Di Maio: “Cittadini 1, sistema 0”

Nell’intervista concessa al Tg1, il ministro del Lavoro ha ribadito come il decreto dignità contribuisca a diminuire i contratti a tempo determinato favorendo al contempo i contratti a tempo indeterminato, dando così un duro colpo al precariato in Italia, una delle piaghe più visibili – dati Istat alla mano – che il nostro Paese deve affrontare. Per Di Maio, il decreto appena approvato rappresenta il primo provvedimento non scritto da da lobby e potentati economici. Da qui la frase “Cittadini 1, sistema 0”. In serata, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha inoltre incassato l’appoggio del padre fondatore del Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo che si è detto orgoglioso del lavoro fatto da Di Maio in questi primi mesi di governo.

Renzi: “Decreto disoccupazione”

Le opposizioni non stanno a guardare. Il senatore Matteo Renzi, ex segretario del Partito democratico, ha definito quello appena approvato dal Parlamento italiano come il decreto disoccupazione, mettendo in contrapposizione gli 80 euro in più dati dal suo governo e gli 80 mila posti in meno riportati nella relazione tecnica del decreto dignità di Luigi Di Maio. Al Senato, nella discussione di ieri, Liberi e Uguali è tornato a parlare di articolo 18, definendo incomprensibile l’atteggiamento del governo nell’evitare la discussione sul ripristino dell’articolo 18 nel caso di licenziamento illegittimo.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana