Debito USA, ecco perché i mercati saranno nervosi a luglio

Debito americano ancora oggetto di scontro tra Casa Bianca e Congresso. Stavolta, i dissidi sono all'interno della stessa maggioranza di destra. Senza accordo, l'America di Trump rischia grosso sui mercati in piena estate.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Debito americano ancora oggetto di scontro tra Casa Bianca e Congresso. Stavolta, i dissidi sono all'interno della stessa maggioranza di destra. Senza accordo, l'America di Trump rischia grosso sui mercati in piena estate.

Wall Street segna nuovi record in questi giorni, con il Dow Jones ai massimi di sempre. Da quando Donald Trump ha vinto le elezioni USA, il listino è cresciuto del 17,4%. Ma l’estate potrebbe non essere così semplice per la borsa americana, perché man mano che ci avviciniamo al mese di agosto, il nervosismo tra gli investitori sarà destinato a crescere, in assenza di un accordo all’interno del Congresso per innalzare il debito federale autorizzato (“debt ceiling”) e che secondo il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, sarebbe già arrivato a 19.950 miliardi di dollari. (Leggi anche: Debito USA a $20.000 miliardi: +88% nell’era Obama)

Che cosa succede? Ogni anno, il governo americano chiude il bilancio in deficit, spendendo più di quanto incassi. Per l’anno in corso è previsto un disavanzo fiscale di circa 600 miliardi, a causa di spese per 4.100 miliardi, a fronte di entrate che si fermerebbero a 3.500 miliardi. A differenza di quanto accada in Italia e nel resto d’Europa, l’aumento del debito negli USA deve essere autorizzato dal Congresso, che di volta in volta fissa i livelli massimi, oltre i quali al Tesoro non sarebbe più consentito indebitarsi con emissioni di titoli di stato.

Il limite attuale di 19.950 miliardi sarebbe già stato superato il 16 marzo scorso, ma il governo USA ha messo in atto quelle strategie contabili, che gli permetteranno, secondo i calcoli degli analisti indipendenti, di tirare avanti fino in agosto. Tuttavia, Mnuchin ha lanciato l’allarme e anche in queste ore ha evidenziato come le entrate fiscali sarebbero inferiori alle attese del 2-3%, forse a causa – spiega – dell’annunciato taglio delle tasse dell’amministrazione Trump, che spingerebbe i contribuenti americani a posticipare i pagamenti, confidando che nei prossimi mesi le aliquote risulteranno più basse.

Rischio di un nuovo caos 2011

Per questo, il Tesoro stima che già in agosto potrebbe essere raggiunto il limite massimo autorizzato di debito e trattandosi di un mese di vacanze per i congressmen, ciò implicherebbe l’urgenza di un accordo entro la fine di luglio. A conti fatti, mancano appena cinque settimane, prima che il tempo scada e che gli USA rischino di imbattersi in piena estate in un default tecnico, che nell’agosto del 2011 fu evitato solamente per 24 ore, ma spinse ugualmente l’agenzia Standard & Poor’s a tagliare il rating sovrano sui Treasuries da AAA ad AA+. (Leggi anche: Debito USA, vendite record di Treasuries all’estero)

Sarebbe uno smacco per Trump, se a pochi mesi dalla vittoria dovesse subire un “downgrade” o se si trovasse costretto temporaneamente a limitare le spese federali, sospendendo anche il pagamento di stipendi pubblici, pensioni e assistenza medica, dovendo dare priorità alle scadenze delle cedole sui titoli di stato emessi.

A differenza di Barack Obama, che a ogni occasione di dibattito sull’innalzamento del tetto sul debito era intervenuto in maniera piuttosto pesante, imbracciando una battaglia durissima con la Camera a maggioranza repubblicana, stavolta la strategia del presidente Trump sarebbe opposta, ovvero di starsene dietro le quinte, evitando di trasformare l’appuntamento in uno scontro tra Casa Bianca e Congresso, quest’ultimo nelle mani sempre dei repubblicani, ma che non per questo voterà a cuor leggero un aumento del debito federale.

Democratici più flessibili sul debito

Ci sono opinioni abbastanza divergenti su come arrivare a un accordo. Mnuchin lo vorrebbe “clean”, ovvero incondizionato. Il Freedom Caucus, l’ala conservatrice del Partito Repubblicano, preme, invece, per subordinare il via libera del Congresso a una politica di tagli alla spesa pubblica o, addirittura, all’impegno di raggiungere il pareggio di bilancio. Tale posizione appare così poco realistica, che nei fatto lo speaker Paul Ryan sarebbe più propenso a testare un’intesa con i democratici, specie quelli più moderati.

Paradossalmente, a potere togliere le castagne dal fuoco di Trump potrebbero essere i suoi più agguerriti detrattori, che da sempre sono per un innalzamento senza condizioni del debito federale, tanto che l’ex speaker Nancy Pelosi ha invitato il Congresso a non dedicarvi sul punto nemmeno un dibattito, concentrandosi su altro e alzando il tetto autorizzato. (Leggi anche: Debito USA insostenibile? Critiche ipocrite a Trump)

A luglio possibili mercati nervosi

La posizione del direttore dell’Ufficio Bilancio della Casa Bianca, Mick Mulvaney, pone l’accento sull’esigenza di tagliare la spesa, prima di avallare un aumento del debito, ma l’amministrazione vorrebbe spararsi le cartucce per la riforma fiscale, che prevedendo il taglio delle tasse su imprese e famiglie solo parzialmente coperto da risparmi, provocherà anch’essa un aumento del debito, allarmando i cosiddetti “conservatori fiscali”, come il senatore Mitch McConnell, secondo cui il taglio delle tasse dovrà essere neutrale ai fini del bilancio pubblico.

Alla fine, è molto probabile che l’accordo vi sarà, anche se non siamo in grado ad oggi di intuire di che tipo. Il punto è un altro, ovvero quando il Congresso lo renderà possibile. Se fosse troppo a ridosso della data ultima temuta dal governo, che per astuzia negoziale risulta sempre anticipata di qualche mese rispetto a quella reale, i mercati entreranno in fibrillazione e inizieranno a mettere in dubbio stavolta anche l’agenda economica del governo, dopo le aspettative elevate dei mesi scorsi. (Leggi anche: Taglio tasse targato Trump)

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economia USA, Presidenza Trump

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.