Debito pubblico subordinato: il default mascherato proposto dai tedeschi

Default sul debito pubblico di un paese, mascherato da salvataggio europeo. Ecco come i tedeschi puntano a infliggere perdite anche sugli investitori dei bond sovrani.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Default sul debito pubblico di un paese, mascherato da salvataggio europeo. Ecco come i tedeschi puntano a infliggere perdite anche sugli investitori dei bond sovrani.

Avete presente il dibattito di quest’ultimo anno attorno al quel paio di miliardi di bond subordinati di MPS in mano alle famiglie italiane e che rischiano di essere azzerati nel caso di risoluzione bancaria? Bazzecole. Quanto propongono oggi i 5 saggi del consiglio economico del governo tedesco è mille volte più potente.

Gli economisti al servizio del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, il cui pensiero influenza profondamente la linea di condotta di Berlino in Europa, hanno avanzato un’ipotesi leggermente diversa da quella di alcuni mesi addietro. Anziché consentire ai governi nazionali di emettere titoli subordinati del debito pubblico, ovvero sottoposti a possibili tagli e alla mancata corresponsione delle cedole per i casi di difficoltà finanziaria previsti all’atto della loro emissione, i saggi hanno individuato un’altra strada per dare un possibile sollievo ai bilanci di alcuni stati dell’Eurozona, senza che ciò si tramuti in un aggravio per i contribuenti tedeschi.

Il meccanismo sarebbe il seguente: poniamo che un paese dell’Eurozona abbia problemi di liquidità o che non riesca a rifinanziarsi interamente sul mercato, un po’ come l’Italia rischiò di finire alla fine del 2011, per effetto della sfiducia ostentata dai mercati verso l’allora governo Berlusconi. L’ESM, ovvero il Fondo europeo di stabilità permanente, su richiesta del governo darebbe una mano con un prestito. L’intervento avrebbe la conseguenza immediata di rinviare il pagamento delle cedole in scadenze dei titoli di stato del paese assistito.

Ristrutturazione debito pubblico, la proposta tedesca

In altre parole, se Roma chiedesse aiuto all’ESM, questi ci aprirebbe una linea di credito, ma i pagamenti delle cedole in scadenza nei prossimi X mesi per BoT e BTp sarebbero rinviate di un certo periodo prestabilito. Non solo, perché se lo stesso ESM dovesse giudicare il debito pubblico del paese soccorso insostenibile nel medio-lungo termine, scatterebbe automaticamente il taglio del valore nominale di tutti i suoi titoli di stato (“haircut”).

Dunque, hai acquistato BTp o BoT a un certo prezzo, sapendo che ti sarebbero stati rimborsati a 100 alla scadenza? Niente da fare, l’ESM provvederà a tagliare il loro valore di un tot%, gravando gli investitori di una perdita secca e salvaguardando così gli interessi dei contribuenti degli altri paesi.

 

 

 

Sarebbe default mascherato

Resta da vedere se questa proposta, semmai fosse mai discussa e approvata in sede europea, valesse solo per i titoli di nuova emissione o avrebbe efficacia retroattiva. In quest’ultimo caso, le difficoltà legali appaiono insormontabili, visto che un default di fatto o ristrutturazione che sia dovrebbero passare per l’approvazione a larga maggioranza da parte dei creditori.

La conseguenza di un simile atto sarebbe un allargamento degli spread, ovvero del differenziale di rendimento tra i titoli della periferia dell’Eurozona e quelli tedeschi, in quanto la possibilità di smaltire il peso del debito pubblico con un escamotage di questo tipo sarebbe avvertita dal mercato come una possibile fonte di ulteriore rischio per i titoli emessi dai paesi del Sud Europa, come una sorta di default mascherato.

I rendimenti dei nostri BTp rischierebbero per ciò stesso di impennarsi, traducendosi in un aumento del costo di rifinanziamento del nostro debito in scadenza.

Proposta segnerebbe fine Eurozona

Come mai i saggi del governo tedesco avrebbero abbandonato l’ipotesi di consentire ai governi nazionali di emettere bond subordinati al pari delle banche, concentrandosi sulla nuova suddetta proposta? Evidentemente, hanno compreso che nessun governo dell’Eurozona avrebbe attirato gli strali degli investitori, emettendo debito subordinato, ammettendo implicitamente di essere a rischio default. Sarebbe stata, quindi, una strada teorica, ma senza effetti concreti sulle modalità di rifinanziamento sul mercato.

La versione rivista consente, invece, a ciascun paese di ristrutturare automaticamente tutto il proprio debito pubblico, semplicemente chiedendo aiuto all’ESM e mostrando finanze non più sostenibili. Sarebbe la fine della lunga era dei titoli di stato quali investimento sicuro; l’inizio di uno sgretolamento dell’Eurozona tra paesi “buoni” e paesi “cattivi”.

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Argomenti: bond sovrani, Crisi del debito sovrano, Crisi Euro, Crisi Eurozona, Debito pubblico italiano, Economia Europa, Economia Italia, Germania, rendimenti bond, Spread, Troika