Debito pubblico su, rendimenti bond giù e la crisi che verrà in un grafico

Debito pubblico italiano ai massimi, rendimenti sovrani ai minimi. La momentanea fuga dalla realtà sarà seguita dal ritorno coi piedi a terra per l'Italia, altro che flessibilità fiscale.

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Debito pubblico italiano ai massimi, rendimenti sovrani ai minimi. La momentanea fuga dalla realtà sarà seguita dal ritorno coi piedi a terra per l'Italia, altro che flessibilità fiscale.

Il grafico di cui sopra segnala la correlazione tra l’andamento del debito pubblico italiano e i rendimenti dei bond emessi dal Tesoro sin dal 2002, anno di introduzione fisica dell’euro, ad oggi. Contrariamente a quanto sarebbe dovuto avvenire, a seguito dello scoppio della crisi dello spread nel 2011, anziché salire, i rendimenti dei BTp emessi hanno iniziato scendere.

In una prima fase, ciò è stato determinato dall’accorciamento della durata media del debito residuo da parte del governo, scesa dagli  oltre 7 anni del 2010 ai poco più di 6 del 2014; ma dal 2015 in poi il “divorzio” tra rendimenti e debito è dovuto senz’altro all’accomodamento monetario della BCE, in particolare, all’acquisto di bond con il “quantitative easing”.

Senonché, oggi abbiamo il più alto rapporto debito/pil di sempre, a fronte dei rendimenti minimi record dei bond all’atto della loro emissione. Se non fosse ancora chiaro, è un nonsenso economico, destinato ad essere soppiantato dalla realtà con la fine dell’era dei tassi zero e degli stimoli della BCE. Siamo alla vigilia di una crisi finanziaria che verrà? (Leggi anche: Debito pubblico, austerità vera con aumento tassi)

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