Debito pubblico su, rendimenti bond giù e la crisi che verrà in un grafico

Debito pubblico italiano ai massimi, rendimenti sovrani ai minimi. La momentanea fuga dalla realtà sarà seguita dal ritorno coi piedi a terra per l'Italia, altro che flessibilità fiscale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Debito pubblico italiano ai massimi, rendimenti sovrani ai minimi. La momentanea fuga dalla realtà sarà seguita dal ritorno coi piedi a terra per l'Italia, altro che flessibilità fiscale.

Il grafico di cui sopra segnala la correlazione tra l’andamento del debito pubblico italiano e i rendimenti dei bond emessi dal Tesoro sin dal 2002, anno di introduzione fisica dell’euro, ad oggi. Contrariamente a quanto sarebbe dovuto avvenire, a seguito dello scoppio della crisi dello spread nel 2011, anziché salire, i rendimenti dei BTp emessi hanno iniziato scendere. In una prima fase, ciò è stato determinato dall’accorciamento della durata media del debito residuo da parte del governo, scesa dagli  oltre 7 anni del 2010 ai poco più di 6 del 2014; ma dal 2015 in poi il “divorzio” tra rendimenti e debito è dovuto senz’altro all’accomodamento monetario della BCE, in particolare, all’acquisto di bond con il “quantitative easing”.

Senonché, oggi abbiamo il più alto rapporto debito/pil di sempre, a fronte dei rendimenti minimi record dei bond all’atto della loro emissione. Se non fosse ancora chiaro, è un nonsenso economico, destinato ad essere soppiantato dalla realtà con la fine dell’era dei tassi zero e degli stimoli della BCE. Siamo alla vigilia di una crisi finanziaria che verrà? (Leggi anche: Debito pubblico, austerità vera con aumento tassi)

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Argomenti: austerità fiscale, bond sovrani, Debito pubblico italiano, Economia Italia, rendimenti bond

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