Debito pubblico, nuovo record a marzo: 2.184,5 miliardi. Vediamo perché non è allarme

Nuovo record per il debito pubblico in Italia a marzo, salito a 2.184,5 miliardi. Ecco perché non dovremmo preoccuparci dalle cifre apparentemente così negative.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Nuovo record per il debito pubblico in Italia a marzo, salito a 2.184,5 miliardi. Ecco perché non dovremmo preoccuparci dalle cifre apparentemente così negative.

Secondo il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia sulla Finanza pubblica, lo stock del debito pubblico in Italia è salito di 15,3 miliardi a marzo alla nuova cifra record di 2.184,5 miliardi di euro, superando il massimo storico precedentemente toccato a luglio, quando aveva toccato i 2.167,7 miliardi. A febbraio, il debito era cresciuto di 3,3 miliardi.

Cause e ripartizione del maggiore debito

La crescita mensile è stata inferiore al fabbisogno di marzo, pari a 18,6 miliardi. L’apprezzamento dell’euro, l’emissione dei titoli sopra la pari e gli effetti della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione hanno contenuto l’indebitamento di 3,1 miliardi, mentre altri 0,2 miliardi sono arrivati dalla riduzione delle scorte di liquidità del Tesoro, scese a 78,9 miliardi (erano 61,9 miliardi un anno prima).   APPROFONDISCI – Debito pubblico, grazie a Draghi risparmiati 8 miliardi in 3 mesi: deficit/pil verso il 2%?   E a marzo, sempre il Bollettino, le entrate tributarie sono state pari a 27,7 miliardi, lo 0,6% in più su base annua, pari a un maggiore gettito di 200 milioni. Nei primi 3 mesi dell’anno, le entrate complessivamente iscritte a bilancio sono state pari a 85,7 miliardi, in linea con quelle del primo trimestre dello scorso anno. Quanto alla ripartizione del debito, quello delle Amministrazioni centrali è cresciuto 14,2 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 1,1 miliardi. Invariato il debito degli enti di previdenza.   APPROFONDISCI – Def, critiche anche da Bankitalia: usare il ‘tesoretto’ per risanare i conti pubblici  

Scorte liquidità Tesoro attenueranno il debito nel resto dell’anno

Dobbiamo preoccuparci dell’aumento esponenziale del debito pubblico italiano, cresciuto di 50 miliardi in appena 3 mesi? Come abbiamo avvertito anche in passato, l’impennata dipende dal fatto che il Tesoro accumula scorte di liquidità nella prima parte dell’anno, approfittando di mercati più liquidi e, quindi, di costi di rifinanziamento tendenzialmente più bassi. A maggior ragione, ciò è accaduto quest’anno, dato che i rendimenti dei bond sono letteralmente crollati ai nuovi minimi storici tra gennaio e marzo, salvo risalire nelle ultime settimane. A febbraio, il Tesoro aveva iniziato a utilizzare tali scorte, al fine di impedire un’eccessiva crescita dell’indebitamento, cosa che ha fatto solamente in minima parte a marzo, quando sono stati impiegati appena 200 milioni della liquidità messa in cascina. Rispetto allo scorso anno, le scorte ammontano già a 17 miliardi di euro in più. Nel 2014, il Tesoro ha iniziato a impiegarle massicciamente dal mese di agosto in poi, quest’anno potrebbe accadere anche prima, dato il rialzo brusco dei rendimenti dallo scorso mese di aprile. Già a marzo si evidenzia un mancato aumento di tali scorte sul mese precedente, cosa che ci spinge a ritenere la fase di accumulo potrebbe essere già cessata. L’abbondante liquidità accantonata ci consente di guardare con relativa serenità alle prossime scadenze. Il nuovo record segnato dal debito non è una notizia positiva in sé, ma per quanto appena detto non dovrebbe destare allarme.   APPROFONDISCI – Debito pubblico: nuovo record a febbraio, ma il Tesoro usa già le scorte di liquidità  

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Argomenti: Debito pubblico italiano