Debito pubblico: nuovo record a febbraio, ma il Tesoro usa già le scorte di liquidità

Nuovo record per il debito pubblico italiano a febbraio, che sale meno del fabbisogno mensile, perché il Tesoro ha iniziato già a impiegare le scorte di liquidità accumulate.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Nuovo record per il debito pubblico italiano a  febbraio, che sale meno del fabbisogno mensile, perché il Tesoro ha iniziato già a impiegare le scorte di liquidità accumulate.

Il debito pubblico italiano è salito a 2.169,2 miliardi di euro nel mese di febbraio, in rialzo di 3,3 miliardi rispetto a gennaio e segnando così il nuovo record storico. Lo indica il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia sulla finanza pubblica. Nel dettaglio, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 3,7 miliardi, quello degli Enti locali si è ridotto di 0,4 miliardi e quello degli Enti di previdenza è rimasto invariato. Tuttavia, l’aumento dell’indebitamento pubblico è stato inferiore al fabbisogno mensile, pari  a 8,2 miliardi di euro, grazie alla riduzione di 3,6 miliardi delle disponibilità liquide  del Tesoro (scese a 79,1 miliardi), agli effetti dell’emissione dei titoli sopra la pari, del deprezzamento dell’euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione per 1,2 miliardi complessivi e al rimborso di 2,1 miliardi della Grecia ai creditori, tramite l’Efsf, pari alle somme rimaste inutilizzate da Atene del programma di aiuti finora ricevuti e temporaneamente restituite ai governi europei. Il precedente record risaliva al luglio 2014, quando il debito pubblico italiano si era attestato a 2.167,7 miliardi. Sempre da Bankitalia vengono segnalate entrate tributarie stabili a 58 miliardi di euro nei primi 2 mesi dell’anno, rispetto allo stesso bimestre del 2014.   APPROFONDISCI – Debito pubblico, grazie a Draghi risparmiati 8 miliardi in 3 mesi: deficit/pil verso il 2%?   Dunque, il Tesoro ha iniziato già a febbraio a utilizzare parte delle scorte di liquidità accumulate nei mesi precedenti per attenuare l’incremento del debito, quando generalmente questa operazione si verifica nella seconda metà dell’anno. Questo non  dovrebbe implicare, però, che abbia già smesso di raccogliere sul mercato più liquidità del necessario, anche perché il crollo dei rendimenti dei bond governativi, a seguito dell’attuazione del QE della BCE, rende fin troppo conveniente emettere più debito del fabbisogno finanziario immediato, da impiegare nei prossimi mesi, quando i rendimenti saranno in crescita e quando i mercati sul finale dell’esercizio saranno meno liquidi. L’impiego di parte delle disponibilità liquide da parte del Tesoro già a febbraio potrebbe essere semmai frutto della volontà del governo di evitare che l’indebitamento pubblico salga eccessivamente nella prima parte dell’anno, mettendone in dubbio la sostenibilità. E’, quindi, probabile che il debito continuerà salire anche nei prossimi mesi verso nuovi livelli record, mentre solo negli ultimi mesi dell’anno avvertiremo un suo forte calo, quando le scorte accumulate dal Tesoro saranno massicciamente impiegate.   APPROFONDISCI – Crisi del debito pubblico, ecco la direzione sbagliata di Italia e Spagna      

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Argomenti: Debito pubblico italiano