Debito pubblico italiano: nuovo record, pesano gli aiuti agli stati in crisi

Il debito pubblico dell'Italia a novembre ha toccato un nuovo record a quota 2.020 miliardi di euro. Il calo dello spread lascia intravedere un 2013 migliore dal punto di vista finanziario

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il debito pubblico dell'Italia a novembre ha toccato un nuovo record a quota 2.020 miliardi di euro. Il calo dello spread lascia intravedere un 2013 migliore dal punto di vista finanziario

Il debito pubblico dell’Italia sale ancora. L’ultimo Bollettino Statistico di Finanza Pubblica della Banca d’Italia scrive che a novembre del 2012 l’indebitamento pubblico italiano si è attestato al record storico assoluto di 2.020,7 miliardi di euro, sei miliardi in più del mese precedente. Hanno contribuito alla crescita sia i maggiori scarti di emissione sotto la pari dei titoli e l’andamento del cambio (0,7 miliardi), sia il maggiore fabbisogno (4,4 miliardi). Da gennaio a novembre, quindi, l’indebitamento pubblico è cresciuto di 113,9 miliardi, di cui 73 miliardi per il maggiore fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, 34,9 miliardi per le maggiori attività del Tesoro presso la Banca d’Italia e gli impieghi di liquidità, 6,4 miliardi per le emissioni sotto la pari o scarti di emissione, mentre l’apprezzamento dell’euro avrebbe ridotto l’indebitamento di 0,3 miliardi.  

Quanto costano all’Italia i piani di salvataggio dei paesi europei in crisi?

Ma un peso determinante per l’accrescimento del nostro debito lo hanno avuto gli aiuti stanziati dall’Italia in favore degli istituti europei, che sostengono gli stati in crisi dell’Eurozona (Grecia, Portogallo, Irlanda e banche spagnole). Si tratta di 23 miliardi tra quota sottoscritta per l’Efsf (European Financial Stability Facility) e le prime due tranches sottoscritte ad ottobre per l’ESM (European Stability Mechanism). Né si può addebitare la crescita della montagna del debito al calo delle entrate, le quali al contrario sono aumentate di 10,2 miliardi a 340,7 miliardi (+3,1%) dai 330,6 miliardi dei primi undici mesi del 2011. In realtà, grazie al forte avanzo atteso per il mese di dicembre e alla riduzione della liquidità accumulata dal Tesoro, si prevede che il 2012 abbia chiuso con un debito pubblico forse anche sotto i duemila miliardi. In termini percentuali, lo stato dovrebbe risultare indebitato per il 126,1% del pil, circa 6 punti percentuali in più di fine 2011, complice il calo proprio del pil, a causa della recessione economica in atto, come conseguenza delle misure fiscali recessive adottate dall’ultimo governo dei Prof. Lo storico dei dati ci indica che si tratta di un valore record anche in termini percentuali, dato che il massimo era stato raggiunto nel 1995 a quota 120,9% del pil.  

Debito pubblico italiano: le previsioni per il 2013

Certo, il calo molto sostenuto dello spread degli ultimi mesi e il conseguente abbassamento dei rendimenti alle aste dei nostri titoli pubblici lasciano ben sperare in un 2013 migliore sotto il profilo del fabbisogno finanziario, dovendosi emettere quest’anno ben 410 miliardi di euro in BoT e BTp, 60 miliardi in meno dello scorso esercizio. E se già nel 2012 il costo medio del nuovo indebitamento è stato contenuto al 3,11% (3,61% nel 2011), ma tramite per lo più un accorciamento evidente delle scadenze, la scommessa per quest’anno sarebbe di ri-allungare la vita media residua del nostro debito – scesa dai 7,2 anni del 2010 ai 6,49 del 2012 – a parità di costo o anche abbassando l’onere. Tuttavia, i dati pubblicati da Via Nazionale sarebbero una mezza dimostrazione del bluff sull’effetto salvifico dei tecnici per i nostri conti pubblici.  

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Argomenti: Debito pubblico italiano