Debito pubblico italiano, migliora la sostenibilità e tornano gli investitori esteri

Ministero del Tesoro e Banca d'Italia confermano che la stabilizzazione dei conti ha riportato la sostenibilità del nostro debito pubblico. Il ritorno degli investitori esteri e le strategie sulla gestione del debito per il 2013.

di Carlo Robino, pubblicato il
Ministero del Tesoro e Banca d'Italia confermano che la stabilizzazione dei conti ha riportato la sostenibilità del nostro debito pubblico. Il ritorno degli investitori esteri e le strategie sulla gestione del debito per il 2013.

Qual’è il giudizio che i tanto citati “mercati” danno al nostro Paese? A giudicare dagli ultimi dati snocciolati dalla Banca d’Italia fortunatamente sta ritornando un certo interesse dall’estero verso i nostri titoli del Tesoro. Dopo che la quota di debito pubblico italiano in mano ai non residenti è crollata dal 51% di metà 2011  al 35,65% di metà  2012, dal secondo trimestre di quest’anno è in atto un trend di acquisti netti su titoli a medio e lungo termine. Lo rende noto oggi Maria Cannata, direttore generale del Debito pubblico del ministero del Tesoro, nel corso di un convegno a Roma organizzato da Mts. Decisiva la percezione della ritrovata sostenibilità dei nostri conti pubblici che ha causato così un calo dei rendimenti sui titoli di Stato e la compressione dello spread Btp Bund. Meccanismo perfido quello del differenziale di rendimento. Lo mette in luce oggi la Banca d’Italia nel “Rapporto sulla stabilità finanziaria”. L’organismo di vigilanza informa che basterebbe un aumento di 100 punti per far sì che la crescita del Pil diminuisca di quasi tre decimi di punto in ciascuno dei prossimi due anni. La Banca d’Italia per evitare questa eventualità raccomanda (a questo e al prossimo governo)  il mantenimento del pareggio in termini strutturali poichè sarebbe uno strumento efficace per neutralizzare gli effetti negativi sul rapporto debito Pil in caso di risalita dello spread BTp-Bund. A questo punto però si ripropone l’infinita dicotomia fra rigore nel mantenimento dei conti pubblici e crescita. Tanti sforzi sul lato delle finanze pubbliche infatti potrebbero rivelarsi vani se non accompagnati da una ripresa della domanda. Così Banca d’Italia  e nuovi detentori di quote del nostro debito pubblico guardano con attenzione alle prossime azioni dell’esecutivo. Lo ricorda ancora Maria Cannata confermando  che i nuovi investitori esteri, ora rassicurati sul lato delle politiche di bilancio, sono preoccupati proprio dalla modesta crescita e dal clima di incertezza politica, italiano e non.  

Nel 2013 scadono 100 miliardi di titoli debito in mano ai non residenti

La dirigente del Ministero del Tesoro ha poi illustrato le prossime politiche di gestione del debito. L’obiettivo principale è quello di allungare lievemente la durata del debito ridefinendo le scadenze con nuovi benchmark temporali. Il 2013 sarà poi caratterizzato da una riduzione delle emissioni pari a 60 miliardi di euro, causato sia da un minore fabbisogno da finanziare e sia da scadenze inferiori rispetto al 2012.  Diversamente nel prossimo anno si dovrà far fronte al consistente rimborso di titoli in scadenza detenuti da non residenti: 100 miliardi (di cui circa 41 mld sono BoT e CTz) pari al 41% dei rimborsi complessivi che il Tesoro dovrà effettuare il prossimo anno. Fattore certamente rischioso ma la speranza è che anche le famiglie italiane, sempre meno attratte dall’investimento in titoli italiani, in caso di calo della quota dei non residenti, ritrovino fiducia nel vecchio Bot.

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Argomenti: Economia Italia