Debito pubblico italiano a luglio: nuovo record a 2.252,2 miliardi (+3,4 mld)

Il debito pubblico a luglio in Italia è cresciuto ancora di 3,4 miliardi e ha segnato un nuovo record storico. Alla base di questo aumento c'è l'accumulo di scorte di liquidità del Tesoro.

di , pubblicato il
Il debito pubblico a luglio in Italia è cresciuto ancora di 3,4 miliardi e ha segnato un nuovo record storico. Alla base di questo aumento c'è l'accumulo di scorte di liquidità del Tesoro.

Secondo il Supplemento di Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia, il debito pubblico italiano a luglio ha segnato un nuovo record storico, salendo di 3,4 miliardi a 2.252,2 miliardi di euro. La crescita riflette un aumento delle disponibilità liquide del Tesoro per 8,5 miliardi a 101 miliardi, parzialmente compensato dall’avanzo di cassa mensile di 5,4 miliardi. Gli scarti di emissione, la rivalutazione dei titoli legati all’inflazione e le variazioni del cambio dell’euro hanno nel complesso aumentato l’indebitamento di 0,2 miliardi.

Nei primi sette mesi dell’anni, il debito pubblico in Italia risulta cresciuto di 80,5 miliardi, di cui 19,4 per effetto del fabbisogno di cassa e 65,3 per l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro. Gli scarti di emissione, la rivalutazione dei titoli legati all’inflazione e le variazioni del cambio dell’euro hanno nel complesso ridotto il debito di 4,1 miliardi.

In crescita le entrate tributarie a luglio a 38,6 miliardi dai 37,8 dello stesso mese del 2015. Nel totale dei primi sette mesi, si sono attestate a 236 miliardi, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crescita sarebbe stata inferiore, tenendo conto della disomogeneità delle scadenze fiscali.

Su base annua, l’indebitamento risulta cresciuto di 53 miliardi. Nel confronto con i primi sette mesi del 2015, scopriamo che la crescita è stata di 16,2 miliardi in più, di cui 1,4 a causa del maggiore fabbisogno di cassa e 15,5 miliardi per un accumulo di scorte di liquidità superiori a quelle risultanti al luglio di un anno fa.

Dunque, il Tesoro si starebbe coprendo contro possibili aumenti dei rendimenti dei nostri titoli di stato, aumentando le emissioni di bond nella prima parte dell’anno, approfittando dei bassissimi costi di rifinanziamento di questi mesi. Non sarebbe allarme, insomma, ma impressionano le cifre in valore assoluto.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , ,
>