Debito pubblico in forte calo a dicembre, ma fuggono gli investitori stranieri

Debito pubblico in calo a dicembre a 2.169,9 miliardi, ma in crescita di 33,8 miliardi nel 2015, nonostante +26 miliardi di entrate. E scende la quota in mani straniere.

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Debito pubblico in calo a dicembre a 2.169,9 miliardi, ma in crescita di 33,8 miliardi nel 2015, nonostante +26 miliardi di entrate. E scende la quota in mani straniere.

Nel Supplemento al Bollettino Statistico di Finanza Pubblica, la Banca d’Italia ha confermato la previsione degli analisti sul forte calo del debito pubblico italiano a dicembre, sceso di circa 42 miliardi a 2.169,9 miliardi. Su base annua, risulta aumentato di 33,8 miliardi. Alla fine del 2015, si era attestato a 2.136 miliardi al 132,4% del pil. Considerando la crescita del pil, secondo la stima preliminare dell’Istat (+0,7%) e un’inflazione prossima allo zero, è probabile che il rapporto tra debito e pil nel 2015 si sia attestato in crescita al 133%. Nel dettaglio, il fabbisogno della Pubblica Amministrazione è stato di 49,3 miliardi lo scorso anno, ma parzialmente compensato dal calo delle disponibilità liquide del Tesoro per 10,7 miliardi a 35,7 miliardi. Gli scarti di emissione hanno contenuto la crescita dell’indebitamento di 5,1 miliardi, mentre le variazioni del cambio lo hanno aumentato di 0,3 miliardi. Secondo la ripartizione territoriale, il debito dello stato è cresciuto di 40,5 miliardi a 2077,5 miliardi, quello degli enti locali di 6,6 miliardi a 92,3 miliardi, quello degli enti di previdenza di è ridotto di 0,1 miliardi. Le entrate tributarie sono cresciute nel corso del 2015 del 6,4% a 433,5 miliardi (+26 miliardi). Balzo nel mese di dicembre, quando sono passate dai 68,5 miliardi di un anno prima a 80,1 miliardi. In calo il contributo complessivamente erogato dall’Italia ai paesi in difficoltà dell’Eurozona, passato dai 60,3 miliardi del deicembre 2014 ai 58,2 di fine 2015. Nel dettaglio, risultiamo esposti per 10 miliardi verso la Grecia, attraverso prestiti bilaterali, 33,9 miliardi con l’Efsf (European financial stability facility) e per 14,3 miliardi verso l’European Stability Mechanism  (ESM). A novembre, sempre stando al Bollettino di Bankitalia, i titoli di stato italiani detenuti dagli investitori stranieri sono diminuiti di 11,5 miliardi rispetto al mese precedente a 719,8 miliardi, per cui la quota di debito pubblico in mani straniere risulta in calo dal 39,1% al 38,5%. Dunque, il debito pubblico italiano continua a crescere, nonostante l’aumento delle entrate tributarie. Sarà anche per questo che gli investitori esteri continuano a non fidarsi, tenendosi alla larga dal nostro mercato dei bond. Si consideri che prima della crisi dello spread, la quota di debito in mani straniere era del 51-52%, per cui il dato evidenzia il mancato ritorno a una situazione di effettiva normalizzazione sui mercati. Al confronto, la Germania è esposta verso l’estero per i 2 terzi del debito emesso, a conferma della forte fiducia riscossa tra gli investitori esteri.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Investitori stranieri in fuga dai nostri BTp. Continuiamo pure a chiedere flessibilità[/tweet_box]

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