Debito pubblico in calo a 2.184,7 miliardi ad agosto, ecco perché scenderà ancora

Il debito pubblico dell'Italia a settembre è sceso di 15,5 miliardi a 2.184,7 miliardi in agosto. Crescono le entrate.

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Il debito pubblico dell'Italia a settembre è sceso di 15,5 miliardi a 2.184,7 miliardi in agosto. Crescono le entrate.

Il debito pubblico dell’Italia è sceso in agosto di 15,5 miliardi rispetto a luglio, attestandosi a 2.184,7 miliardi di euro. Lo ha riferito la Banca d’Italia nel suo Supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. Nei primi 8 mesi dell’anno, l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche è cresciuto di 48,8 miliardi, il fabbisogno complessivo è stato pari a 24,9 miliardi e le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate di 27,3 miliardi. Le entrate tributarie contabilizzate sono state ad agosto di 33,7 miliardi, in crescita di 1,2 miliardi su base annua. Dall’inizio dell’anno, esse hanno ammontato a 258,7 miliardi, in aumento dello 0,8% su base annua, ovvero di 2,1 miliardi. Tornando al mese di agosto, il fabbisogno è stato di 7 miliardi, ma più che compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro per 22,5 miliardi, scese così a 73,7 miliardi (82,4 miliardi a fine agosto 2014). Nullo l’effetto della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, del cambio dell’euro e degli scarti di emissione. Guardando alla ripartizione per settori, notiamo che il debito delle Amministrazioni centrali è diminuito di 14,7 miliardi, quello degli Enti locali di altri  0, 8 miliardi, mentre la variazione è stata nulla per gli enti di previdenza. Stando a questi dati, confermiamo quanto detto in occasione dei dati relativi ai mesi precedenti, ovvero che l’indebitamento è atteso ulteriormente in calo nella parte finale dell’anno, sia per effetto del minore fabbisogno complessivo, a seguito degli appuntamenti fiscali di novembre e dicembre, sia anche perché il Tesoro continuerà ad impiegare la liquidità accumulata durante la prima parte del 2015 e che resta di quasi 9 miliardi in più del livello di un anno fa, avendo così un margine ancora maggiore per tagliare le emissioni necessarie da qui a dicembre. A questi livelli, lo stato detiene liquidità sufficiente per finanziare 1,5 volte il deficit accumulato da gennaio ad agosto e quasi il doppio di quello atteso per l’intero 2015.

       

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