Debito Grecia tagliato, ma fuori dall’Eurozona: in Germania è asse tra ex alleati

Il rischio Grexit torna più forte che mai, perché dalla Germania si segnala una convergenza tra vecchi alleati su come affrontare una volta per tutte la questione del debito di Atene.

di , pubblicato il
Il rischio Grexit torna più forte che mai, perché dalla Germania si segnala una convergenza tra vecchi alleati su come affrontare una volta per tutte la questione del debito di Atene.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato mercoledì alla rete televisiva ARD, che il debito pubblico della Grecia in mano ai creditori dell’Eurozona non può essere tagliato, perché ciò sarebbe una violazione delle regole contenute nel Trattato di Lisbona. Atene potrebbe ottenere un tale risultato, solo “fuori dall’euro”, ha aggiunto. Schaeuble ha ribadito che il problema della Grecia non sarebbe attualmente il debito, bensì la competitività e per questo il braccio destro della cancelliera Angela Merkel ritiene che il governo Tsipras debba realizzare le riforme economiche richieste dai creditori.

Parole, che sembrano sfidare ancora una volta le conclusioni dell’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui alla Grecia serve un condono parziale del debito, senza il quale questo sarebbe insostenibile e destinato ad esplodere al 275% del pil nel 2060%. (Leggi anche: Grexit scelta migliore per FMI)

Taglio del debito greco solo fuori dall’euro

Schaeuble ha concordato, invece, con le valutazioni espresse dall’amministrazione Trump sul fatto che “per la Germania l’euro è troppo debole”, come segnalare al governatore della BCE, Mario Draghi, quanto inappropriata sarebbe la sua politica monetaria per la prima economia dell’Eurozona.

E in un’altra intervista radiofonica, il leader dei liberali della FDP, Christian Lindner, ha spiegato come il debito pubblico della Grecia sarebbe insostenibile e che, pertanto, dovrebbe essere tagliato, ma essendo ciò contrario alle regole europee, si tratterebbe di ipotizzare una Grexit, spiega. Al contempo, l’uomo ritiene che Atene debba restare nella UE, al fine di ottenere i finanziamenti necessari aiutare lo sviluppo delle proprie piccole e medie imprese. (Leggi anche: Grecia, Tsipras ammette: elezioni anticipate senza accordo sul debito)

I possibili nuovi alleati di Frau Merkel sono duri con la Grecia

Dei liberali tedeschi si parla poco o niente sulla stampa estera, ma hanno governato spesso con i conservatori della CDU-CSU, il partito di Merkel e Schaeuble. Nel 2013, tuttavia, per la prima volta dal Secondo Dopoguerra non sono riusciti ad entrare al Bundestag, avendo mancato per una manciata di voti la soglia di sbarramento del 5%.

Molti dei loro consensi sono andati agli euro-scettici dell’AfD, con cui esistono posizioni comuni più rigide verso gli stati indebitati e la politica dei salvataggi pubblici di banche e stati europei.

Secondo i sondaggi, potrebbero essere in grado di tornare in Parlamento, attestandosi tra il 5% e il 7% dei consensi. I loro deputati potrebbero risultare preziosi ai conservatori, perché insieme potrebbero ricreare quella maggioranza più confacente alle politiche perseguite dalla cancelliera, specie sul tema dei bail-out in favore della Grecia. (Leggi anche: Grecia, decisione ristrutturazione del debito rinviata al 2018)

Dopo le elezioni si rischiano nuove tensioni con Grecia

Una maggioranza più spostata a destra in Germania potrebbe tenere una linea più dura verso Atene, anche perché i liberali sono consapevoli che quattro anni fa furono sbattuti fuori clamorosamente dal Bundestag per il loro sostegno, obtorto collo, ai prestiti miliardari di Berlino ad Atene. A differenza di oggi, poi, da settembre entreranno in Parlamento anche gli euro-scettici, che nei sondaggi vengono quotati da tempo a doppia cifra.

Tutto lascia ipotizzare, quindi, una recrudescenza nei rapporti tra Germania e Grecia. La Merkel, che se ottenesse il suo quarto mandato sarebbe a fine corsa, potrebbe anche essere tentata di aprire a un condono del debito ellenico dopo il voto, ma il suo partito e i potenziali alleati liberali non potrebbero permettersi una simile opzione. (Leggi anche: Grecia fuori dall’euro, intervista a leader euro-scettica tedesca)

Opzione Grexit tornerà da fine anno

Da qui alle elezioni, il centro-destra tedesco dovrà barcamenarsi tra la necessità di tenere il punto contro qualsivoglia richiesta di “haircut” e l’esigenza di tenere la Grecia nell’euro e di non farla scivolare verso un caos simile a quello vissuto nell’estate 2015, altrimenti sarebbe solo benzina sul fuoco dell’euro-scetticismo. Successivamente, il regolamento dei conti tra Atene e i creditori potrà realizzarsi e a quel punto la Grexit non sarà più un’opzione, ma l’opzione.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , ,