Debito Grecia, ecco perché l’accordo è inconfessabile ai tedeschi

Ristrutturazione del debito della Grecia già decisa, ma sarà attuata dopo le elezioni in Germania. Aiuti in arrivo per oltre 10 miliardi e partecipazione dell'FMI al terzo salvataggio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ristrutturazione del debito della Grecia già decisa, ma sarà attuata dopo le elezioni in Germania. Aiuti in arrivo per oltre 10 miliardi e partecipazione dell'FMI al terzo salvataggio.

Sul debito della Grecia, Frau Merkel nasconde la verità ai tedeschi E’ durato 11 ore l’Eurogruppo sulla Grecia, che si è concluso nel cuore della notte, ma alla fine l’accordo, come da previsioni, è arrivato: Atene riceverà 10,3 miliardi entro la fine dell’anno, di cui 7,5 a giugno, successivamente alla verifica delle misure approvate dal Parlamento ellenico nei giorni scorsi. Non è tutto, perché come desiderava il governo Tsipras, i creditori europei si sono impegnati a intavolare una discussione per alleggerire gli oltre 200 miliardi di euro di debito nelle loro mani. Non ci sarà un vero e proprio taglio (“haircut”), come avrebbe voluto il Fondo Monetario Internazionale, ma vi sarà un allungamento delle scadenze, un ulteriore taglio degli interessi e un “reprofiling” dei bond, il cui significato concreto resta al momento oscuro. Ma di ristrutturazione del debito ellenico non si parlerà fino al 2018, anno in cui dovrebbe essere chiaro se Atene rispetti i target fiscali concordati con i creditori pubblici, (UE, BCE e FMI), anche se molto più onestamente si tratta di rinviare la discussione dopo il 2017, anno in cui si terranno le elezioni presidenziali francesi e, soprattutto, quelle federali in Germania. Il governo tedesco, in particolare, ha preteso e ottenuto che da qui al voto per il rinnovo del Bundestag non si parli di condono del debito in alcuna forma, data la rabbia montante tra gli elettori tedeschi, che sempre più sono attratti dai toni euro-scettici di Alternativa per la Germania (AfD), il partito della destra anti-salvataggi e che ruba consensi proprio alla formazione conservatrice della cancelliera Angela Merkel.

Salvataggio Grecia, ok aiuti FMI

E c’è una terza novità positiva per i greci: l’FMI farà parte del terzo salvataggio da 86 miliardi in 3 anni, venendo incontro alle richieste della Germania. L’istituto dovrebbe firmare un’intesa specifica con Atene dopo l’estate sulle riforme economiche necessarie per l’esborso dei nuovi aiuti. Quanto ai target, resta fissato quello di un avanzo primario al 3,5% del pil entro il 2018, mentre l’FMI ha ottenuto che nel medio termine il fabbisogno di finanziamento del paese debba rimanere entro il 15% del pil, mentre nel periodo successivo, quando il grado di indebitamento inizierà a diminuire, il tetto massimo salirà al 20%. In ogni caso, la Grecia sarà sostenuta per rifinanziarsi a costi sostenibili sul mercato, man mano che dovrà restituire gli aiuti erogati dai creditori pubblici a condizioni vantaggiose, mentre la BCE s’impegna a trasferire ad Atene i profitti realizzati sugli assets ellenici detenuti.      

Debito Grecia, perché ora è sostenibile per FMI?

Non sappiamo cosa abbia spinto l’FMI a partecipare al salvataggio, quando fino a pochi giorni fa appariva certa dell’insostenibilità del debito pubblico ellenico. Ciò ci spinge a ritenere che vi sia un non detto in questa partita, ovvero che la Germania abbia acconsentito a un alleggerimento sostanzioso del debito, che non sarà, tuttavia, annunciato prima delle elezioni federali del settembre 2017 per non indispettire i contribuenti tedeschi. Improbabile che Berlino perda la faccia, accettando un taglio secco del debito, mentre è possibile che abbia dato il via libera a un forte allungamento delle scadenze dei bond e del periodo di grazia, accettando la proposta di Washington di un rimborso da tenersi tra il 2040 e il 2080. Formalmente, il debito sarà restituito integralmente, nei fatti le scadenze saranno state rinviate alle calende greche.  

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