Dazi Usa e made in Italy a rischio: ecco i possibili rincari e i prodotti interessati

Sarebbe il settore alimentare a rischiare maggiormente così come bevande, tabacco e mezzi di trasporto.

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Sarebbe il settore alimentare a rischiare maggiormente così come bevande, tabacco e mezzi di trasporto.

E’ allarme dazi sul made in Italy dopo la pubblicazione della lista dei prodotti che saranno sottoposti a tariffe speciali dal 18 ottobre in seguito al via libera del Wto. In particolare, la più colpita potrebbe essere la filiere lattiero-casearia mentre vino, olio e prosciutti Dop potrebbero essere esclusi.

L’Italia, in ogni caso, sembra meno coinvolta rispetto a Francia, Spagna e Germania.

Rincari sui prodotti e danni possibili?

La preoccupazione maggiore è per alcuni simboli del Made in Italy come Parmigiano, Grana padano, Pecorino, Provolone per cui potrebbero scatttare rincari dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. A salvarsi, invece, la mozzarella. Forte preoccupazione c’è tra le associazioni di categoria. Secondo Cia, Alleanza Coop e Coldiretti, a causa dei rincari sulle tariffe all’import, l’Italia rischierebbe di pagare un conto salato di più di un miliardo mentre per Federalimentare c’è il rischio di un taglio di mancato export. Secondo la Coldiretti  “I prodotti più colpiti per l’Italia sono il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano con un valore delle esportazioni di 150 milioni di euro nel 2018 in aumento del 26% nel primo semestre di quest’anno ma anche il pecorino con un valore di 65 milioni di euro in crescita del 29%”.

Settori a rischio

Come scrive Il Sole 24 Ore, soltanto nel 2018, guardando agli ultimi dati Istat, il made in Italy ha venduto prodotti per 42,5 miliardi di euro negli Usa. Dunque sarebbe il settore alimentare a rischiare maggiormente seguito da bevande, tabacco e mezzi di trasporto. Nel 2018 l’Italia ha venduto veicoli per 9 miliardi di euro, il 3,2% in più rispetto all’anno precedente. Un altro settore al top del Made in Italy è quello della meccanica strumentale, seguito da tessile-abbigliamento, prodotti farmaceutici, metallurgia, prodotti chimici, computer ed elettronica e apparecchiature elettriche. Il settore delle bevande è quello che da solo occupa la metà dell’export considerando la passione degli americani per il Prosecco.

Secondo il coordinatore di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, i prodotti italiani interessati dai dazi come parmigiano e la mortadella sono anche quelli che soffrono di più la concorrenza delle imitazioni locali.

All’Agi, Luigi Scordamaglia ha dichiarato che i dazi “hanno colpito due settori che per noi sono davvero delle icone rappresentative: il formaggio a pasta dura che vale nelle esportazioni circa 228 milioni e la mortadella e i salumi, che erano i prodotti che stavano crescendo di più”. Viene infine sottolineato che gli Usa sono il paese con il record di fake italian e l’attacco riguarda proprio due dei prodotti più imitati.

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