Dazi Trump: ecco i marchi che rischiano di più

Ecco i colossi Usa che rischiano di più a causa dei Dazi di Trump. In lizza anche Apple.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Ecco i colossi Usa che rischiano di più a causa dei Dazi di Trump. In lizza anche Apple.

Nel segno dello slogan America first, Donald Trump ha mantenuto la promessa della politica dei dazi, per garantire – questo il suo pensiero – una politica commerciale più libera ed equa agli Stati Uniti. La decisione del presidente americano ha scatenato il malcontento degli altri Paesi, alcuni dei quali hanno risposto con la stessa moneta. Nelle ultime ore, sta facendo discutere la scelta compiuta dalla Cina, che ha posto dazi su 128 prodotti made Usa. Se ancora non siamo entrati in un contesta di guerra commerciale, è altrettanto vero che l’equilibrio in questo momento è fragilissimo.

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Tra i 128 prodotti americani su cui la Cina ha imposto i dazi non figurano quelli più importanti. Con questa mossa, dunque, il gigante asiatico sembrerebbe aver mandato un preciso monito a Trump e alla sua nuova politica. Qualora il numero uno della Casa Bianca proseguisse sulla sua strada, la Cina potrebbe prendere drastiche decisioni, che andrebbero ad impattare in maniera estremamente negativa sull’economia degli Stati Uniti.

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I marchi in pericolo

Un esempio su tutti: Apple, in Cina, vende il triplo di iPhone rispetto al territorio Usa, per un totale di ricavi superiore ai 44 miliardi (poco meno del 20 per cento del totale dei ricavi dell’azienda di Tim Cook a livello globale). Cosa succederebbe se la Cina decidesse di imporre dei dazi sui dispositivi della Apple? A Cupertino sono in pochi ad avere il coraggio di rispondere a questa domanda.

Ma non è soltanto la Apple che potrebbe vedere diminuire sensibilmente i propri ricavi qualora ci fosse un’ulteriore stretta della Cina sui prodotti made in Usa. Oltre al caso Apple, sarebbe sufficiente citare Qualcomm (14,6 miliardi di ricavi, pari al 65,4%) e Intel (14,8 miliardi di ricavi in Cina, 23,6%). In difficoltà andrebbero anche Starbucks (4,5 miliardi, 20%), Nike (4,2 miliardi, 12,4%), Broadcom (9,4 miliardi, 53%), Boeing (11,9 miliardi, 12,8%). Trump è davvero sicuro che la politica dei dazi sia la strada più giusta da percorrere per il bene dell’economia a stelle e strisce?

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Economia USA

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