Danimarca: si allenta la speculazione sulla corona, ora preoccupa la bolla immobiliare

La Danimarca sembra avere per ora allontanato le spinte speculative sulla corona, ma si trova alle prese con una bolla immobiliare preoccupante.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Danimarca sembra avere per ora allontanato le spinte speculative sulla corona, ma si trova alle prese con una bolla immobiliare preoccupante.

Gli speculatori sono stati battuti, la Danimarca ha vinto. Non nasconde la sua soddisfazione il ministro dell’Economia, Morten Oestergaard, che commentando gli ultimi dati della banca centrale, ha dichiarato che gli interventi per la difesa del “peg” tra la corona danese e l’euro si sarebbero ridotti. Al momento, il cambio tra le due valute si attesta a 7,45875, nei pressi di quello di riferimento di 7,46038, che sin dal 2000 Copenaghen si è impegnata a difendere con un accordo bilaterale sottoscritto con la BCE. Il 15 gennaio scorso, quando la SNB, la banca centrale svizzera, aveva annunciato l’abbandono del cambio minimo con l’euro, la corona era schizzata a 7,4327, sulle attese degli investitori per una possibile fine del “peg” anche della valuta scandinava. Da allora, però, il governatore Lars Rohde è intervenuto 4 volte con altrettanti tagli dei tassi, portando quelli sui depositi a -0,75% e facendo salire le riserve valutarie al 40% del pil danese, mentre il governo si è impegnato a sospendere le aste dei titoli del debito pubblico per abbassarne i rendimenti e allontanare così gli afflussi dei capitali nel paese.   APPROFONDISCI – Danimarca, boom di riserve valutarie per difendere la corona   Il ministro ha sottolineato come tutte le forze politiche siano favorevoli al “peg” e come ciò rappresenti il mandato più forte per Rohde. Al contempo, Oestergaard si è detto certo che nessun fondo pensione in Danimarca vorrà scommettere contro il “peg”, perché ciò non sarebbe nell’interesse dei clienti. Tuttavia, il ministro ha espresso qualche preoccupazione per la bolla immobiliare che si starebbe ricreando in alcune zone della Danimarca, capitale compresa, dove i prezzi degli immobili sono cresciuti a livelli più alti di quelli toccati nel 2007-2008. La politica dei tassi negativi ha portato gli stessi bond immobiliari privati con scadenze fino ai 5 anni verso rendimenti sotto lo zero, cosa che sta incentivando i prestiti, dato che tecnicamente si viene pagati per prendere denaro dalle banche.   APPROFONDISCI – La bolla immobiliare spaventa la Danimarca. Banca centrale in allerta   Una follia, che si sta ripercuotendo in parte anche sui mutui di più lunga durata, con i trentennali scesi a un rendimento dell’1,5%. E più i danesi prendono a prestito mutui, più i prezzi delle case crescono. Nella vicina Svezia si è arrivati a una situazione ancora più grave, con le case vendute anche in giornata a prezzi crescenti e le famiglie che non hanno il tempo di mettere l’annuncio, che hanno già trovato un cliente per l’acquisto. Tutto sintomo di una bolla immobiliare altrettanto grave. Per questo, Oestergaard ha rassicurato che la situazione del mercato immobiliare sarà monitorata e che se si rendesse necessario, si tornerebbe alla situazione precedente al varo dei tassi negativi. Sempre che non sia troppo tardi: le famiglie danesi risultano le più indebitate al mondo con esposizioni mediamente del 300% del loro reddito disponibile. Da tempo, governo e banca centrale stanno cercando di contenere gli effetti nefasti dei “mutui only interest”, introdotti nel 2003 e che di recente hanno presentato ai clienti il conto.   APPROFONDISCI – La Danimarca si avvia ai tassi zero sui bond a 10 anni. Mutui a 30 anni all’1,5% Picco in Danimarca dei mutui only interest. Nuove misure contro il crac delle famiglie    

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Argomenti: corona danese, Economie Europa, tassi negativi