Danimarca, il governo torna a emettere bond con le minori tensioni sulla corona

La Danimarca ripristina le aste dei bond governativi, grazie all'allentamento delle tensioni sulla corona. I rendimenti a breve restano negativi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Danimarca ripristina le aste dei bond governativi, grazie all'allentamento delle tensioni sulla corona. I rendimenti a breve restano negativi.

Il governo della Danimarca è tornato a rifinanziarsi sui mercati dopo due mesi di assenza dovuti alle pressioni rialziste sulla corona danese, che avevano messo a rischio il mantenimento del “peg” con l’euro, il cambio di riferimento di 7,46038, che dal 2000 ad oggi ha ammesso nei fatti variazioni solo nell’ordine dello 0,5%, a fronte di una tolleranza teorica del 2,25%.

Rendimenti bond Danimarca negativi per brevi scadenze

Copenaghen ha emesso titoli con scadenza l’1 giugno per 100 milioni di corone e un altro miliardo in scadenza l’1 settembre, raccogliendo complessivamente ordini per 8,9 miliardi. I primi sono stati collocati al rendimento di -0,9%, i secondi di -0,75%.   APPROFONDISCI – Danimarca: sulla corona c’è meno pressione, allentate le misure sulle banche   A gennaio, la banca centrale danese, retta dal governatore Lars Rohde, aveva dovuto fronteggiare un’ondata speculativa  piuttosto forte sui mercato, con gli investitori che avevano scommesso che anche la Danimarca avrebbe dovuto abbandonare il “peg” con l’euro, come ha fatto la banca centrale svizzera. Sostanzialmente, si era scommesso su un rafforzamento della corona ben oltre i limiti consentiti, tale da rende non più difendibile il cambio. Tuttavia, Rohde, godendo del sostegno unanime del Parlamento e dell’opinione pubblica nazionale, ha annunciato la difesa del “peg” con ogni mezzo, tagliando i tassi sui depositi delle banche per 4 volte in appena 3 settimane, tra gennaio e febbraio, portandoli al -0,75%. Al contempo, in accordo con il governo del premier Helle Thorning-Schimdt, aveva comunicato la sospensione a tempo indeterminato delle aste dei bond pubblici, al fine di scoraggiare l’ingresso di nuovi capitali dall’estero, che avrebbe rafforzato ulteriormente la corona.   APPROFONDISCI – Danimarca, la corona s’indebolisce e crescono i rendimenti dei bond. Vediamo che succede   Tecnicamente, va precisato, le aste non erano state sospese, ma semplicemente il Tesoro si era rifiutato di accettare le richieste pervenuti ai 3 collocamenti precedenti.

Peg salvo?

Che la tensione sulla valuta scandinava si sia attenuata lo dimostra il cambio con la moneta unica, pari oggi a 7,47, dopo che aveva toccato un minimo di 7,3427 il 15 gennaio scorso, il giorno dell’annuncio della SNB sulla fine della difesa del cambio minimo tra il franco svizzero e l’euro. Così come i rendimenti a 10 anni, per quanto appena dello 0,25%, sono superiori al minimo dello 0,15% delle prime settimane dell’anno, e i biennali rendono negativamente oggi per lo 0,48% contro il -1% tra gennaio e febbraio. Tuttavia, Nordea Bank ritiene che sarebbe stato un pò presto per tornare sui mercati, dato che le tensioni sulla Grecia e il QE in corso potrebbero indebolire l’euro oltre le attese, minacciando il “peg”. Dall’inizio dell’anno, la banca centrale ha speso 275 miliardi di corone per difendere la stabilità del cambio, tanto che le riserve valutarie sono cresciute a quasi il 40% del pil, sebbene in Svizzera siano all’80%.   APPROFONDISCI – Danimarca, boom di riserve valutarie per difendere la corona      

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Argomenti: cambio minimo, corona danese, Economie Europa