Dalle economie emergenti quest’anno ci sarà la prima fuga di capitali dal 1988

Dai mercati emergenti il primo deflusso dei capitali dal 1988. E anche il 2016 sarà un anno negativo.

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Dai mercati emergenti il primo deflusso dei capitali dal 1988. E anche il 2016 sarà un anno negativo.

Le 30 economie emergenti monitorate dall’Institute of International Finance saranno oggetto quest’anno di un deflusso di capitali per 540 miliardi di dollari, pari al 2% del loro pil complessivo. Si tratta della prima fuga dei capitali da questi mercati dal 1988. Gli afflussi saranno, infatti, solamente 548 miliardi, la metà dei capitali che fluiranno altrove. Si pensi che nel 2007, quelli in entrata ammontavano all’8% del pil. Alla base della fuga ci sono i timori degli investitori per il rallentamento della crescita di queste economie, Cina in testa, nonché la previsione di un imminente rialzo dei tassi USA, che rende meno allettanti i mercati emergenti. Non ultimo: la crisi dei prezzi delle materie prime, di cui molte di queste economie sono produttrici. E l’Iif stima che questi cresceranno quest’anno del 4%, il tasso più basso dal 2009.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/lfmi-vede-fosco-la-crisi-delle-materie-prime-sottrarra-l1-di-pil-ai-mercati-emergenti/   A differenza del 2008, quando i deflussi da questi paesi furono provocati da fattori esterni (lo scoppio della crisi finanziaria negli USA, allargatasi a macchia d’olio in tutto il pianeta), stavolta pesano ragioni interne, come situazioni di crisi in economie come Turchia e Brasile, dove le rispettive valute hanno perso quest’anno oltre un quarto del loro valore. La crisi dei mercati emergenti può essere captata da un solo dato: nel terzo trimestre di quest’anno, le loro borse hanno “bruciato” 4.300 miliardi di dollari di capitalizzazione e oggi mediamente le azioni in questi mercati valgono 10,7 volte gli ultimi, meno della media decennale e il 28% in meno del rapporto esistente presso le economie avanzate. In teoria, l’azionario emergente sarebbe allettante per gli investitori, in quanto sottovalutato, ma non pare che ci siano segnali di un ri-afflusso dei capitali, perché in questa fase prevalgono i timori e le attese per la stretta monetaria USA, tanto che si stima che anche l’anno prossimo si registreranno deflussi netti per 306 miliardi di dollari.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/le-borse-hanno-perso-13-000-miliardi-in-4-mesi-il-peggior-calo-da-lehman-brothers/  

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