Dalla BCE un’altra presa in giro sui prestiti alle banche? Ecco perché

Nel Bollettino della BCE non sono elencate sostanziali penalizzazioni per le banche europee che ricevono i fondi agevolati con l'asta TLtro, senza girali successivamente alle imprese. C'è il rischio di un nuovo flop.

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Nel Bollettino mensile, la BCE oggi ha confermato di tenersi pronta al varo di nuove misure anche non convenzionali, qualora si materializzasse il rischio di una perdurante bassa inflazione. Le aspettative, spiega il comunicato, sono ancorato nel medio termine a una crescita tendenziale dei prezzi vicina, ma inferiore al 2%. Restano i rischi per l’Eurozona, sebbene siano oggi al ribasso, nonostante i segnali di miglioramento visibili sul fronte della crescita e dell’occupazione. I maggiori rischi, avverte l’Eurotower, arriverebbero dal rallentamento della crescita delle economie emergenti e da fattori geopolitici.

Beffa per TLtro?

Tuttavia, è con riguardo all’annuncio dell’asta TLtro (“Targeted Long term refinancing operation”) che si evince un possibile effetto vano della misura. L’asta dovrebbe immettere sui mercati intorno ai 400 miliardi di euro, attraverso prestiti a 4 anni e a tasso molto agevolato (sotto l’1%) alle banche, in rapporto al portafoglio di crediti di ciascuno. Già alla fine del 2011 e nel febbraio del 2012, la BCE erogò oltre mille miliardi di prestiti a 3 anni alle banche dell’Eurozona e al tasso dell’1%. Il risultato di quelle misure fu, però, insoddisfacente, perché la liquidità andò quasi esclusivamente a beneficio degli istituti, che investirono nel Sud Europa, in particolare, i fondi ottenuti in titoli di stato dei Piigs, dai rendimenti piuttosto allettanti.   APPROFONDISCI – La BCE non delude i mercati. Tassi, Ltro e titoli Abs: il punto sulle mosse di Draghi   E così, nonostante i 255 miliardi che le banche italiane ricevettero oltre due anni fa, non un solo centesimo ha accresciuto il credito all’economia reale (imprese e famiglie). Anzi, l’Italia continua a vivere la più grave contrazione dei prestiti dagli anni della Grande Depressione. Stavolta, però, si è detto che il meccanismo congegnato da Mario Draghi era diverso. Sullo stile di quanto già fatto dalla Bank of England, la BCE ha annunciato che i fondi erogati alle banche europee dovranno essere vincolati al sostegno del credito all’economia reale, tanto che la stessa denominazione delle aste è mutata da Ltro a TLtro. Alla vigilia del board del 5 giugno, si è detto che nel caso in cui una banca ricevesse fondi dalla BCE, che non andrebbero a finanziare le imprese, Francoforte applicherebbe sanzioni, ad esempio, attraverso l’imposizione di un più alto tasso d’interesse, in fase di rimborso. Peccato, però, che di queste penalizzazioni non si trovino traccia nel Bollettino da poco pubblicato, dove si accenna, semmai, al possibile rimborso anticipato al settembre 2016 per gli istituti che non abbiano rispettato i termini dell’erogazione. In sostanza, chi prenderà a prestito denaro a basso costo dalla BCE, potrà anche non prestarlo a imprese e famiglie, rischiando solamente di dovere rimborsarlo entro il mese di settembre del 2016. Questo è quanto emerge dal comunicato di Francoforte e quanto avverrebbe, in assenza di nuovi provvedimenti punitivi. L’unica “penalizzazione”, se così vogliamo dire, consisterebbe nel fatto che il prestito alle banche durerebbe non più 4 anni, ma poco più di 2 anni. Ma sempre di un prestito super-agevolato si tratta, dopo che le banche hanno già beneficiato di oltre mille miliardi di euro ad interessi stracciati. Dunque, se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo pure dimenticarci che le misure ultra-espansive della BCE appena varate serviranno a rimettere in moto l’economia dell’Area Euro. Tutt’al più, stimoleranno l’inflazione e faranno diminuire ancora di più gli spread.   APPROFONDISCI – La BCE inaugura i tassi negativi, ma ora le banche non presteranno soldi  

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