Dal clima alla sicurezza informatica, cinque temi di engagement per il 2018

Commento sui principali temi per l’attività di engagement nel 2018 a cura di Carola van Lamoen, Head of Active Ownership di Robeco.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento sui principali temi per l’attività di engagement nel 2018 a cura di Carola van Lamoen, Head of Active Ownership di Robeco.

Negli anni 1990 Robeco è stata tra le prime società di gestione a cogliere il potenziale offerto dalla sostenibilità in termini di ottimizzazione dei rendimenti. Per sfruttarlo al meglio, il processo di investimento è integrato da informazioni riguardanti i fattori Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) provenienti da autorevoli ricerche in tema di sostenibilità e dialoghiamo attivamente con le società che abbiamo in portafoglio.

Ogni anno un team dedicato di esperti in materia di engagement dialoga attivamente con circa 200 aziende, affrontando questioni finanziarie rilevanti identificate insieme agli investitori e riuscendo così ad influenzare il comportamento delle imprese. L’attività di voto interessa circa 5.000 assemblee generali degli azionisti.
Selezioniamo i temi di investimento in maniera strutturata, combinando gli input dei gestori e degli analisti con quelli dei team di ricerca dedicati all’investimento sostenibile e con gli spunti provenienti dagli specialisti dell’engagement che fanno parte del mio team. Chiedamo ai clienti quali sono i temi che considerano più rilevanti e, combinando il tutto, otteniamo un set di temi rilevanti. Cerchiamo anche dove possibile di allineare i temi di engagement con gli obbiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, o SDG) delle Nazioni Unite. Attraverso questo processo abbiamo individuato cinque temi.

 

Il cambiamento climatico

La nostra politica per il cambiamento climatico intende ridurre l’esposizione al rischio climatico, e operiamo in questo senso in diversi modi. Siamo parte di un gruppo globale di 225 investitori che hanno unito le forze per aprire un dialogo con i primi 100 produttori di CO2 a livello mondiale, il Climate Action 100+, con il quale siamo in prima linea nell’attività di engagement con alcune di queste società. Aiutiamo anche gli investitori a sottoporre proposte relative alla pianificazione two-degree scenario (ossia prendendo in considerazione la possibilità che la domanda di fonti di energia tradizionali diminuisca prima di quanto previsto) e a obiettivi di riduzione delle emissioni di metano in alcune società.

Ci concentriamo in particolare sulla transizione a un modello di business circolare, tale da non produrre rifiuti. Nel processo di produzione di energia solare i rifiuti tossici sono ancora un problema. Il ciclo di vita dei pannelli solari è al momento lineare: una volta conclusosi vengono smaltiti, non riciclati. Anzi, non sono mai stati progettati per essere riciclati. Non sono biodegradabili, quindi non c’è modo di decomporli. Se le società avessero un approccio più adeguato per la gestione dell’ultima fase del ciclo di vita, implementato già nella fase di produzione iniziale, questo problema potrebbe essere mitigato. Questo obiettivo è in linea con i target SDG in materia di consumo e produzione.

 

La sicurezza digitale

 

Sempre più informazioni vengono immagazzinate in diverse parti del mondo tramite il cloud computing e i social media – il 90% dei dati presenti al momento a livello mondiale sono stati creati negli ultimi due anni. Allo stesso tempo sono cresciuti gli attachi che puntano a rubare questi dati tramite attività di cracking. Il livello di sicurezza necessario per proteggersi sta crescendo, ma le competenze dei cracker e gli incentivi a impossessarsi illegalmente di informazioni preziose crescono più rapidamente delle capacità delle società di rispondere a queste minacce. Per questo tipo di engagement ci concentreremo sui settori dell’IT e dei consumi. Le società del retail operano sempre di più online, mentre la minaccia relativa alla sicureza per le banche è evidente.

Non c’è un denominatore comune in senso stretto, ma molti dei suggerimenti raccolti sia dai clienti che dai team di investimento sono relativi a miglioramenti a livello di governance nei mercati emergenti, dove il potenziale è particolarmente consistente. Ci sono differenze significative nella qualità della corporate governance tra mercati sviluppati ed emergenti, tra cui strutture necessarie per migliorare la disclosure, i diritti degli azionisti e altre tematiche affini. Il nostro specialista di engagement in Asia è focalizzato proprio su questo genere di problemi. Gli standard sono migliorati in diversi Paesi grazie alla pressione degli investitori, dei governi e di altri stakeholder, ma quello della corporate governance è un ambito che presenta ancora numerose sfide.

 

La sicurezza alimentare

Anche la sicurezza alimentare fa tutt’ora parte delle nostre priorità: sono stati fatti grandi progressi ma, come per il cambiamento climatico, rimane un tema fondamentale a livello globale. Il clima è un fattore negativo per i contadini delle nazioni emergenti a causa di siccità e inondazioni, oltre all’urbanizzazione dei paesi a basso reddito. La popolazione mondiale, che dovrebbe crescere fino a 10 miliardi entro il 2050, è ovviamente un driver fondamentale per la domanda di generi alimentari. Ci sono quindi ampi margini di miglioramento. Ci interfacciamo con società che operano nel campo dell’agrochimica, delle sementi e dei fertilizzanti per aiutarli a comprendere il ruolo che possono giocare nello sviluppare soluzioni che migliorino la produttivitta delle colture con lo specifico obiettivo di supportare le realtà più piccole. Come per la gestione dei rifiuti, questo argomento stava molto a cuore a uno dei nostri clienti. Tutto l’argomento è in linea con i SDG relativi al cibo.

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Argomenti: Altre economie