Da Roubini previsioni più incoraggianti, forse scongiurata la tempesta perfetta

La crisi economica potrebbe non degenerare nella tempesta perfetta, ecco le nuove previsioni di Roubini

di Enzo Lecci, pubblicato il
La crisi economica potrebbe non degenerare nella tempesta perfetta, ecco le nuove previsioni di Roubini

Lo scenario apocalittico della tempesta perfetta prospettato da Nouriel Roubini come lo sbocco inevitabile della crisi economica globale sembrerebbe essere stato evitato o quantomeno le possibilità che esso si possa realizzare si sono drasticamente ridotte. E’ questo il contenuto di un interessante articolo apparso su Repubblica che riprende proprio le nuove previsioni del professor Roubini. Intendiamoci da parte di Roubini non c’è alcun radicale cambio di rotta e alcuna adesione al metodo dei tanti opinionisti che salutarono le decisioni del vertice Ue di un mese fa, lasciandosi andare al più insensato degli ottimismi. Roubini resta ossia il campione dello scetticismo pronto a puntare l’attenzione sul bicchiere per tre quarti vuoto piuttosto che sull’un quarto pieno. Proprio per questo motivo le sue osservazioni e le sue previsioni vengono prese molto sul serio, poichè sinonimo di affidabilità e estraneità ai facili ottimismi di tanti altri economisti.  

Roubini previsioni meno apocalittiche

Lo scenario della tempesta perfetta teorizzato da Roubini può essere definito come una sorta di confluenza tra più eventi economici negativi, il cui risultato definitivo va ben oltre la semplice sommatoria dei vari eventi. Uno scenario da apocalisse costruito dalla convergenza tra la crisi dell’Eurozona, la recessione Usa, il rallentamento economico dei paesi in via di sviluppo, la crescita esponenziale dei prezzi del petrolio a causa della tensione tra Usa e Iran e, per finire, i venti di crisi sull’economia cinese. Questa prospettiva, letale per l’intera economia globale, non è più, secondo Roubini, l’ipotesi di base. In particolare la catastrofica possibilità del disfacimento dell’Eurozona ha perso quota, grazie alle recenti prese di posizione di Draghi. Roubini sembra insistere molto sull’atto di coraggio del governatore della Bce anche se il vero banco di prova dell’Europa sarà, ancora una volta, il passaggio dalle parole ai fatti poichè “ciascuna delle azioni possibili ha delle controindicazioni”. Anche dagli Stati Uniti sono però giunte nuove indicazioni che hanno mandato in soffitta lo scenario della tempesta perfetta. Secondo Roubini infatti è molto probabile che nel 2013 gli Usa tornino a crescere, anche se solo di un punto percentuale.

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Argomenti: Crisi Euro

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