Berlusconi operato presto: il cuore non ce la fa, urge leader del centro-destra

Silvio Berlusconi ha rischiato di morire. Il suo cuore non sta bene, sarà operato. Adesso più che mai, l'ex premier è tenuto a trovare un successore politico vero.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Silvio Berlusconi ha rischiato di morire. Il suo cuore non sta bene, sarà operato. Adesso più che mai, l'ex premier è tenuto a trovare un successore politico vero.

Il medico personale dell’ex premier Silvio Berlusconi, Andrea Zangrillo, non ne ha nascosto ieri la serietà delle condizioni fisiche, spiegando che all’arrivo al San Raffaele “ha rischiato di morire”. Il leader di Forza Italia dovrà essere operato al cuore per la sostituzione della valvola aortica. L’intervento dovrebbe durare 4 ore e comporta un rischio di morte del 2%, ma senza di esso avrebbe il 10% di probabilità di morire entro un anno.

Lo stesso Berlusconi ammette che martedì era giù di morale, anche se ieri sembrava ancora una volta intenzionato a combattere anche quest’ultima battaglia. Ha trascorso diverse ore con l’avvocato Niccolò Ghedini e con l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. A loro è affidato il compito di tutelare i suoi interessi in queste settimane delicate. Per prima cosa, sarà rinviata la trattativa per la cessione del Milan ai cinesi.

Urge leader centro-destra

Forse non c’entra proprio nulla, ma certo che al cuore dell’ex premier non hanno giovato né i risultati catastrofici di Forza Italia alle elezioni comunali di domenica scorsa, né le recenti vicissitudini aziendali, con Fininvest a dover cedere all’amico Vincent Bolloré Mediaset Premium e la squadra rossonera a cambiare di proprietà dopo 30 anni.

Non è un buon momento per la vita politica e affaristica di Berlusconi, che certamente ha avuto fasi migliori. Eppure, la fragilità delle sue condizioni di salute gli impone una seria riflessione, ovvero la ricerca di un successore politico.

Che Berlusconi non sia più di fatto il leader del centro-destra non lo scopriamo questa settimana. La sua condanna di quasi 3 anni fa al processo Mediatrade ha posto fine alla sua leadership, anche se il peggio è arrivato con il governo Renzi e l’ampliamento del solco con gli alleati.

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Selezione trasparente, democratica e concordata

Il problema della coalizione, che un tempo stravinceva e stragovernava a tutti i livelli, è l’assenza di una figura in grado di tenere tutti uniti e di emergere dopo il ventennio berlusconiano. Matteo Salvini non potrà essere il prossimo candidato premier del centro-destra, tranne che questi non sia votato alla sconfitta.

Né in Forza Italia paiono esistere personalità capaci e con un appeal sufficiente per aspirare a un ruolo di guida della coalizione e a contendere Palazzo Chigi a Matteo Renzi. Dunque, serve che davvero Berlusconi compia un ultimo sforzo, magari dopo la sua certa ripresa dalla convalescenza. Ma niente casting, niente selezioni alla X Factor, bensì la creazione di meccanismi seri e trasparenti per verificare insieme agli alleati quale figura possa unire tutti. Sarebbe la sfida più difficile, ma anche per questo più accattivante degli ultimi anni per l’ex premier.

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Argomenti: Politica