'Cuba si prepara all'unificazione del peso e inizia a sganciarsi dal Venezuela

Cuba si prepara all’unificazione del peso e inizia a sganciarsi dal Venezuela

Cuba unificherà presto le due monete circolanti sull'isola, anche se ciò comporterà problemi non di poco conto per la popolazione. La misura è frutto della chiara strategia del presidente Raul Castro di sganciarsi dal Venezuela, travolto dalla crisi.

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La società produttrice dei pregiati sigari cubani, Brascuba, si è detta pronta per l’unificazione monetaria del paese, che attende per questo trimestre. E anche la società costruttrice brasiliana Odebrecht SA si prepara a fare i conti con un’unica moneta a Cuba. L’isola ha da 20 anni un sistema monetario duale. All’indomani del crollo dell’Unione Sovietica, rimasta a secco di finanziamenti stranieri, L’Avana introdusse nel 1994 un peso convertibile, il cosiddetto CUC, dal valore di un dollaro, con il quale accedere al mercato dei dollari USA, derivanti essenzialmente dal turismo e dalle rimesse degli emigranti all’estero. Ma la popolazione utilizza un altro peso, quello locale, noto anche come CUP, che non può essere convertito in valuta straniera. Attualmente, un’unità di CUC vale 25 CUP. Dopo l’apertura storica dell’amministrazione Obama all’isola, il regime di Raul Castro starebbe accelerando i tentativi di liberalizzare almeno un pò l’economia cubana, alle prese con una crisi interna abbastanza grave e che rischia di trovarsi priva da un giorno all’altro del prezioso petrolio vendutole semi-gratuitamente dal Venezuela di Nicolas Maduro e con il quale ha potuto attutire nell’ultimo decennio le sue difficoltà. Ora, però, che Caracas è al collasso finanziario, il piano Petrocaribe, con il quale viene distribuito greggio a bassissimo costo a una dozzina di stati dell’America Latina, potrebbe essere sospeso. Da qui, l’avvicinamento apparentemente anti-storico dei castristi all’America.   APPROFONDISCI – Il disgelo tra Cuba e USA ha una causa ben precisa: la crisi del Venezuela   Il piano di unificazione monetaria era stato messo a punto già nel 2013. Due mesi fa, il governatore della Banca Centrale Cubana, Ernesto Medina, aveva dichiarato che esso è cruciale per preparare l’economia locale ad inserirsi sul mercato globale. Il punto è che ciò non sarà indolore. L’accorpamento dei due pesos non potrà avvenire con un sostegno della banca centrale, che possiede riserve valutarie molto limitate, per cui il nuovo peso unico dovrà essere svalutato, ma ciò comporterà l’aumento dell’inflazione in un paese, dove i salari sono ai livelli di sussistenza. La perdita di potere d’acquisto da parte della popolazione, il cui reddito deriva dallo stato, che funziona essenzialmente secondo la vecchia pianificazione della produzione di stampo socialista, potrebbe comportare un forte malcontento e per evitare di aggravare la situazione, il governo sarebbe costretto anche a tagliare i generosi sussidi, in modo da ridurre i deficit fiscali e la moneta in eccesso. Tuttavia, anche quest’ultima misura impatterebbe negativamente sul tenore di vita già basso degli oltre 11 milioni di abitanti dell’isola.   APPROFONDISCI – Cuba apre agli investimenti esteri per slegarsi dal Venezuela di Maduro?  

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