CSC: l’industria italiana è crollata. Unioncamere: -144 mila posti di lavoro nel 2014

Ad aprile in calo i prezzi alla produzione nell'Area Euro. In Italia scendo anche di più. Per Confindustria, dal 2001 sono scomparse nel nostro paese 120 mila imprese e 1.160.000 occupati nell'industria.

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Un quadro fosco, quello che continua ad emergere dalla pubblicazione di vari dati macroeconomici sull’Eurozona. Nel mese di aprile, i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,1% rispetto a marzo e dell’1,2% su base annua. L’andamento è stato analogo per l’intera UE, dove i prezzi sono risultati in calo su base annua dell’1,1%. Sia nell’unione monetaria che nella UE, i prezzi alla produzione avevano registrato un calo dello 0,2% nel mese di marzo. Ancora più marcato è stato il tonfo in Italia, pari allo 0,3% congiunturale (-0,2% a marzo) e all’1,8% tendenziale (-1,9% a marzo). E l’Eurostat conferma la stima preliminare sul pil dell’Area Euro nel primo trimestre, cresciuto dello 0,2% sui tre mesi precedenti e dello 0,9% su base annua. L’Italia è l’unica grande economia ad avere registrato un calo congiunturale e tendenziale del pil, mostrando un regresso dello 0,1% sull’ultimo trimestre del 2013 e dello 0,5% su base annua. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, il pil aveva registrato in Italia una variazione congiunturale positiva dello 0,1% e una tendenziale negativa dello 0,9%. Che la ripresa nell’Eurozona sia tutt’altro che scontata e in accelerazione lo dimostra anche il dato Pmi composito di Markit, che nel mese di maggio è sceso a 53,5 punti dai 54 di aprile e al di sotto dei 53,9 del consensus. Il dato resta, in ogni caso, positivo, trattandosi di un punteggio superiore a 50, soglia di separazione tra la crescita e la contrazione dell’attività. Tuttavia, il calo sul mese precedente indica l’affanno.

L’industria italiana in ginocchio

Da notare, però, che l’Italia ha registrato un miglioramento dell’indice Pmi dei servizi, in crescita a 51,6 punti dai 51,1 di aprile.

Tuttavia, il Centro Studi di Confindustria rivela su Scenari Industriali che l’industria italiana ha visto crollare la produzione dal 2000 al 2013 del 25,5%, in netta controtendenza rispetto all’aumento globale del 36,1% dello stesso periodo. Se il divario era già evidente prima del 2007, si è ampliato successivamente. E tra il 2001 e il 2013, sono scomparse ben 120 mila imprese nel nostro paese, mentre l’occupazione nel settore è crollata di 1 milione 160 mila addetti. E secondo Unioncamere, l’emorragia dell’occupazione in Italia proseguirà anche nel 2014, quando si perderanno 144 mila posti di lavoro. Infatti, le Camere di Commercio prevedono ingressi per 792 mila unità e uscite per 935 mila. Il saldo risulta dimezzato, rispetto allo scorso anno, ma è un dato di fatto che l’occupazione continuerà a scendere ancora.   APPROFONDISCI – L’Italia sprofonda nella crisi: 6 mln di senza lavoro. Giovani in fuga all’estero          

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